Coronavirus, uno studio raccoglie tutti i dati sulla malattia: età dei pazienti, sintomi, fattori di rischio, evoluzione della patologia

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Aumentano morti e contagiati del coronavirus, la malattia che sta mettendo in apprensione tutto il mondo. Le ultime stime parlano di 361 morti e 17.205 contagi complessivi. Ci sono inoltre 21.558 casi sospetti e 475 guarigioni. Con una percentuale di morti del 2.09%, c’è da essere preoccupati ma senza eccessivi allarmismi. All’Istituto Spallanzani a Roma, inoltre, c’è stata la prima equipe medica europea capace di isolare il genoma del virus.

Dagli studi condotti finora sul virus, emergono pochi contagi e non gravi tra i bambini. Secondo il popolare medico Roberto Burioni, il motivo potrebbe risiedere nel fatto che nei bambini non si crea una forte risposta infiammatoria da parte dell’organismo, che invece negli adulti distrugge moltissime cellule.

In generale, secondo uno studio pubblicato su The Lancet, il range di età dei pazienti che è compreso tra i 21 anni e gli 82, ma solo il 10% dei pazienti ha un’età inferiore ai 39 anni. Inoltre, la maggior parte delle persone colpite è di sesso maschile (68%). I soggetti più a rischio sono i lavoratori autonomi (63%), il che prova una diretta correlazione con l’esposizione al virus nel mercato di Wuhan. Da non sottovalutare che il 50% circa dei malati è affetto da patologie croniche. L’evoluzione della prognosi porta alle dimissioni dall’ospedale per il 31% dei pazienti, il 57% è ancora ricoverato mentre l’11% è deceduto. Tra i sintomi, l’82% ha accusato forte tosse e influenza e l’89% dei malati ha avvertito più sintomi contemporaneamente. Nel 98%, l’evoluzione della febbre ha portato alla polmonite.