Coronavirus: “I casi di contagio sarebbero 80mila non 18mila”

L’economista Alberto Forchielli in un suo intervento alla trasmissione Tagadà ha affermato che i casi di contagio da coronavirus sarebbero 80mila non 18mila, come affermato dalle stime delle autorità cinesi.

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(Getty Images)

Gli aggiornamenti sul coronavirus, il virus sviluppatosi in Cina ed arrivato in Europa con diversi casi segnalati in Germania, Francia ed Italia, si susseguono. In queste ultime settimane è nata una polemica sulle notizie che arrivano dal Paese asiatico, ritenute da molti non veritiere e soprattutto si teme che il governo cinese abbia tenuto nascoste le informazioni sull’epidemia durante le prime settimane. In merito ha parlato l’economista Alberto Forchielli, che vive per lunghi periodi in Cina.

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Coronavirus, l’economista Alberto Forchielli a Tagadà: “I casi di contagio sarebbero 80mila non 18mila”

I casi di persone infettate dal coronavirus potrebbero non essere i 18mila, ma 80mila“. Questa la dichiarazione dell’economista Alberto Forchielli, che vive per lunghi periodi in Cina, durante il suo intervento a Tagadà, la trasmissione in onda su La7 e condotta da Tiziana Panella e Alessio Orsingher. Nella puntata in onda ieri, lunedì 3 febbraio, l’economista parlando del coronavirus, diffusosi in Cina ed arrivato anche in Europa, e dell’ospedale costruito a Wuhan in soli 8 giorni ha affermato: “Sembra che i casi non siano 18mila, ma 80mila. Si perché i cinesi sanno benissimo che c’è un limite alla capacità di poter testare, ma quanti medici possano possibilmente avere? Per quanto possono essere tanti, sanno che moltissimi casi sfuggono, data l’impossibilità di materiale per poterli testare tutti. Una stima dell’Università di Hong Kong oggi ha messo l’asticella -prosegue Alberto Forchielli- ad 80mila casi“. L’economista ha poi proseguito parlando della preoccupazione degli imprenditori in Cina dopo lo sviluppo dell’epidemia: “Sono preoccupatissimi perché non sanno quando finirà e soprattutto perché vedono i numeri del contagio salire. Prima pensavano che la situazione si potesse risolvere entro il 10 febbraio, ma adesso hanno capito ed hanno spostato tutti i viaggi pensando di poter arrivare in Europa in giugno“.

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Coronavirus Alberto Forchielli
L’economista Alberto Forchielli durante il suo intervento a Tagadà (screenshot)