Coronavirus, virologi italiani isolano il virus: tra loro una precaria

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Il nuovo coronavirus è stato isolato da un gruppo di virologi dell’Ospedale Spallanzani di Roma: un passo in avanti determinante per contrastare i nefasti effetti del 2019-nCoV.

(foto dal web)

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato che un gruppo di virologi dell’ospedale Spallanzani di Roma è riuscito ad isolare il nuovo coronavirus, ciò significa che da oggi sarà possibile studiare il 2019-nCoV così tanto da vicino da poter trovare un modo per contrastarlo. Una scoperta straordinaria quella del gruppo coordinato dalla dottoressa Maria Rosaria Capobianchi, a capo del laboratorio di virologia dell’istituto nazionale per le malattie infettive, che è stato in grado di identificare il nuovo coronavirus.

Isolato il nuovo coronavirus: il risultato ottenuto da un gruppo di virologi dello Spallanzani di Roma

Lo ha annunciato con sommo orgoglio il Ministro della Salute Roberto Speranza: “Abbiamo isolato il virus– riporta Il Corriere della Serae questo significa che abbiamo molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione. Il virus sarà messo a disposizione di tutta la comunità internazionale. Ora sarà più facile trattarlo“. Un gruppo di virologi dello Spallanzani è riuscito, infatti, ad isolare il virus ed ora grazie a tale scoperta sarà possibile contrastarlo con molta più efficacia. L’Italia insieme ad un istituto di Parigi è stata tra i primi a riuscire in questa incredibile impresa. Stando a quanto affermano i ricercatori avere la disponibilità del virus, riporta Il Corriere della Sera, consentirebbe di perfezionare i metodi di diagnosi ma soprattutto accelererebbe il percorso per trovare una cura. Aver isolato il virus permette di poter sequenziare il suo genoma e comprendere se subirà delle mutazioni.

Virus cinese, chi sono i virologi dello Spallanzani

Un team quasi tutto al femminile quello dello Spallanzani che è riuscito ad isolare il virus. Il gruppo di virologi fautore della scoperta è coordinato dalla dottoressa Maria Capobianchi, direttore del laboratorio di virologia dello Spallanzani, la quale al Corriere della Sera ha dichiarato: “Avere a disposizione il virus in un sistema di coltura ci permette di provare farmaci in vitro e di fare studi di patogenesi, cioè sui meccanismi di replicazione. Sempre quando si scoprono dei virus nuovi il materiale di partenza cruciale è il virus, perché averlo a disposizione significa avere uno strumento per perfezionare la diagnosi e mettere in piedi test sierologici che ancora non ci sono e che significano la ricerca degli anticorpi, quindi – ha concluso la dottoressa– la risposta delle persone all’infezione, anche in termini di risposta neutralizzante, ovverosia protettiva, capace di inattivare il virus“. Un altro tassello di imprescindibile valore ed importanza nel mosaico del gruppo è stato Concetta Castilletti, 56 anni, la quale ha seguito da vicino anche l’epidemia da Sars e da Ebola. La più giovane, invece, si chiama Francesca Colavita ha 30 anni ed anche lei si è trovata a fronteggiare quella che fu l’emergenza ebola. Al momento la dottoressa lavora allo Spallanzani ma ha un contratto a tempo determinato in scadenza. Un’altra delle tante brillanti menti che si spera possa essere stabilizzata.

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