Coronavirus, il silenzio del governo cinese: l’agghiacciante verità

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Dal New York Times arriverebbe la conferma che la Cina avrebbe di proposito temporeggiato per un mese prima di lanciare l’allarme sull’epidemia da nuovo coronavirus imponendo il silenzio.

Morto Coronavirus
(foto dal web)

Sembravano solo voci o teorie complottiste quelle secondo cui il governo cinese avrebbe atteso circa un mese prima di lanciare l’allarme circa un’epidemia che si stava diffondendo nel Paese, e invece stando a quanto riporta il New York Times pare sia proprio come sono andati i fatti. Secondo il quotidiano a stelle e strisce, nei primi giorni di dicembre, alcuni medici si accorsero che un’atipica polmonite si stava diffondendo a Wuhan, ma le autorità avrebbero impedito la divulgazione della notizia: così facendo avrebbero fatto si che prendesse piede un’epidemia.

Coronavirus, la Cina ha imposto il silenzio sul contagio per un mese

Una censura che sarebbe costata la vita a centinaia di persone quella messa in atto dal governo Cinese. Secondo quanto riferisce il New York Times, le autorità del Paese del dragone sarebbero venute a conoscenza del contagio già i primi giorni di dicembre, tuttavia, invece di lanciare l’allarme avrebbero imposto il silenzio ai medici accortisi della gravità della situazione. Una mancanza in assenza della quale, con molta probabilità, si sarebbe potuta evitare la pandemia. In questo clima di indotto silenzio si inserisce anche la storia del dottor Li Wenliang il quale, il 30 dicembre scorso, su una chat condivisa con alcuni suoi specializzandi si era detto preoccupato per una nuova e misteriosa malattia che aveva colpito 7 persone. Considerando il controllo sui cittadini esercitato dal regime, le autorità sono immediatamente giunte a conoscenza di quella conversazione ed hanno raggiunto il dottore costringendolo, riporta il NYT, a firmare un documento dove egli stesso riconosceva di aver avuto un comportamento illegale per aver creato allarmismo. Ma non finisce qui. Il giorno seguente il governo ha annunciato che 8 persone risultavano indagate per aver diffuso notizie mendaci in ordine alla diffusione di una malattia, contestualmente però avrebbe reso noto che a Wuhan si erano verificati 27 casi di polmonite, ma che pur non conoscendosene la causa non bisognava aver paura.

Ricapitolando quanto sin ora detto dai primi giorni di dicembre a quando venne ufficialmente lanciato l’allarme trascorsero 7 settimane: precisamente, riporta il NYT, trascorsero 49 giorni durante i quali il governo tenne i propri cittadini all’oscuro di tutto.

Coronavirus, la chiusura del mercato di Wuhan e le rassicurazioni del governo

Ma il dottor Li Wenliang non è stato l’unico ad essersi accorto di qualche anomalia ancora prima che le autorità lanciassero l’allarme. Hu Xiaohu, riporta il NYT, un commerciante del mercato di Wuhan aveva notato che già a partire dalla prima metà di dicembre alcuni suoi colleghi iniziavano a manifestare strani sintomi e che alcuni di loro erano stati ricoverati in ospedale e messi in quarantena. Con grande stupore dei medici, però, tutti i pazienti che mostravano tali sintomi non rispondevano positivamente alle cure per la polmonite. I sanitari, non riuscivano a spiegarsi il perché ma solo che tutti i soggetti avevano un tratto in comune: il lavoro nel mercato di Wuhan. Quest’ultimo veniva chiuso, però, solo nei primi giorni di gennaio e peraltro con giustificazioni de tutto diverse da quelle reali: il governo, infatti affermò che si trattava di lavori di rinnovo, ma sul posto si presentarono medici con tute e disinfettanti. Il giorno prima, riporta il NYT, Pechino aveva avvertito l’Organizzazione Mondiale per la Sanità che a Wuhan era nato un focolaio, ma contestualmente aveva lanciato messaggi di rassicurazione dicendo che era stato n grado di circoscrivere l’epidemia. Quasi dieci giorni dopo dalla chiusura del mercato si verifica il primo decesso da nuovo coronavirus: un uomo di 66 anni con patologie pregresse. Il peggio, però, è quando la moglie della vittima si è ammalata anche senza essersi mai recata nel mercato di Wuhan.

Gli esperti del Wuhan Institute of Virology vengono immediatamente investiti della questione al fine di meglio comprendere cosa abbia colpito tutti i soggetti posti in quarantena. La scoperta è che il virus, molto simile alla temibile Sars, avesse raggiunto l’uomo tramite i pipistrelli venduti nel mercato di Wuhan. Il 7 gennaio, gli scienziati cinesi isolano il virus, lo nominano 2019-nCov e depositano la sua sequenza genetica in modo che gli scienziati di tutto il mondo possano studiarlo.

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Coronavirus Cina
(Getty Images)