Coronavirus, le parole di Di Maio al termine del vertice con la Cina

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Di Maio sul coronavirus, al termine del vertice con la Cina, come da lui definito effettivamente un “momento perzioso per trasferire informazioni importanti sia ai cittadini italiani all’estero che si trovano nella Repubblica popolare cinese sia ai nostri concittadini entro i confini nazionali”.

Coronavirus, le parole di Di Maio al termine del vertice con la Cina
The Minister of Foreign Affairs and International Cooperation, Luigi Di Maio, during the session in the Senate Chamber
on 15 January 2020 in Rome, Italy. (Photo by Andrea Pirri/NurPhoto via Getty Images)

Di Maio chiarisce i dati sul Coronavirus dopo una conference call con l’Ambasciata d’Italia a Pechino: “circa 10mila contaminati, 213 decessi con un età media superiore ai 75 anni e 210 guariti“.

Fa ben sperare secondo Di Maio il fatto che “72 ore fa il rapporto tra decessi e guariti era di due a uno e oggi migliora e siamo già alla pari“.

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“Questi nostri circa 80 connazionali nella zona di Wuhan sono stati contattati uno ad uno” e potranno rientrare ma staranno in quarantena

Di Maio prosegue sull’emergenza coronavirus, rivolgendosi ai connazionali: “Questi nostri circa 80 connazionali nella zona di Wuhan sono stati contattati uno ad uno” e “potranno rientrare con un volo militare che arriverà a Pratica di Mare nelle prime ore del mattino“.

Ma non torneranno tutti: il volo “trasporterà 70 persone circa che sono tutti quelli che hanno fatto richiesta di rientrare da Wuhan”.

E “all’arrivo seguiranno un protocollo sanitario con la permanenza in una struttura idonea” per evitare ogni tipo di contagio da Coronavirus.

In Italia è stato di emergenza per il coronavirus

L’Unità di crisi è attiva 24 ore su 24 e ha proseguito affermando: “oggi il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza ma serve questo stato di emergenza al fine di disporre degli strumenti normativi per affrontare la situazione nel più efficace dei modi“.

Di Maio aggiunge che “tutti i protocolli sanitari sia a bordo dell’aereo sia qui al loro rientro sono al massimo livello. Le persone che atterreranno qui lunedì mattina saranno portate in una struttura militare doe sarà avviato il protocollo sanitario. Non ci sono contagi o contaminazioni di cittadini italiani”.