Scuote il figlio di due mesi e lo uccide: 8 costole rotte

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l papà scuote il figlio di due mesi al punto da ucciderlo. Otto costole rotte per il piccolo neonato. Una violenza subita più forte di un incidente stradale

Scuote il figli con una forza tale al punto da ucciderlo. Accade ad un neonato di appena undici settimane di vita. La forza impiegata in questo vergognoso ed irresponsabile gesto ha sottoposto il fragile corpicino del neonato ad uno stress eccessivo. Infatti sono subito emersi dei traumi e delle lesioni di una gravità giudicata estrema. Il bimbo si trovava da solo con il papà, mentre la mamma era fuori. Purtroppo il bambino non si sentiva bene e questo lo aveva reso particolarmente irrequieto. Così il padre, Jordan Saxton, 22enne dell’ Oxfordshire, ad un certo punto non ne ha potuto più. E lo ha scosso con vigore eccessivo, cercando di farlo stare zitto. La forza d’urto è stata tale e quale a quella di un incidente stradale. Subito dopo ha capito di avere commesso qualcosa di grave e ha portato suo figlio in ospedale. Il neonato aveva diversi traumi: 8 costole rotte e una grave lesione cerebrale.  La commissione medica chiamata a valutarne la morte dovrebbe esprimersi sul caso nelle prossime ore.

Scuote il figlio e muore, la lunga strage silenziosa

E’ in corso una vera e propria strage di innocenti consumata per lo più all’interno delle mura domestiche. Nel 2018 sono stati 31 i figli uccisi dai genitori, con un aumento del 47,6% sull’anno precedente. La rivela oggi l’Eures lanciando l’ “allarme figlicidi”. Ma a questi dati vanno aggiunti gli omicidi di piccolissimi per mano dei compagni di madri spesso acquiescenti. Lo psichiatra Cantelmi: “Società sempre meno protettiva nei confronti dei minori”. Malmenati e picchiati fino a ucciderli perché il loro pianto o i loro bisogni disturbano, impediscono di dormire o di fare altro. Sono i piccoli che muoiono per mano dei compagni di madri spesso sono acquiescenti se non addirittura complici. I motivi sono spesso di una banalità sconcertante; i contesti segnati da droghe o alcol. Siamo di fronte ad una generazione di genitori perennemente adolescenti, che di adulto hanno solo l’età anagrafica ma conservano segni adolescenziali: si innamorano con facilità, non sopportano le frustrazioni, trasgrediscono, fanno uso di alcol o di sostanze.

morto a Caserta impiccato
(Gazzetta del Sud)

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