Desiree, la brutale scoperta: era vergine quando è stata violentata

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Omicidio Mariottini
Desiree Mariottini (foto dal web)

Nuova rivelazione sul caso Desiree Mariottini, uccisa un anno fa circa dopo essere stata violentata: era vergine al momento dell’atto brutale

Quattro persone sono state rinviate a giudizio per l’omicidio di Desiree Mariottini, la 16enne trovata morta tra il 18 e 19 ottobre di un anno fa in un immobile abbandonato nel quartiere San Lorenzo a Roma. E’ questa la decisione del Gup per le quattro persone, Alinno Chima, Mamadou Gara, detto Paco, il ghanese Yusef Salia e il senegalese Brian Minthe, accusate di omicidio volontario e violenza sessuale di gruppo e cessione e somministrazione di droghe a minori. Il processo è stato fissato per il 4 dicembre davanti alle terza corte d’assise. “Era poco più di una bambina», aveva detto la nonna: dagli esperti l’ennesima conferma di come la ragazza non era in cerca di droga a ogni costo, vendendo il suo corpo, perché – non aveva mai conosciuto l’amore e il sesso. Desiree era vergine quando è stata violentata. Il caso è stato confermato da due esperti della Sapienza, Ugo di Tondo (docente di Anatomia patologica) e Dino Tancredi (medico legale) hanno parlato – davanti alla Corte d’Assise che dovrà giudicare quattro giovani africani – di un «rapporto sessuale violento» e «lesioni all’imene» tali da evidenziare che la giovane abbia perso la verginità contro la sua volontà. «Quando è stata trovata era morta da quattro, cinque ore, aveva escoriazioni alle braccia”.

La reazione del padre dopo essere stata violentata

Ho cercato di salvarla ma non ho potuto fare niente», ha detto in lacrime il padre, Gianluca Zuncheddu, sentito al processo. Davanti ai giudici della III corte d’Assise, l’uomo ha riferito di aver notato un cambiamento in Desiree e di averle trovato una carta stagnola bruciata, ma di non aver potuto fare nulla anche a causa del divieto di avvicinamento che aveva verso l’ex compagna e madre della ragazza. Una settimana prima era andato a casa dell’ex moglie, «volevo portarla via, poi ho visto che aveva del vino nella borsa e le ho dato due schiaffi e sono stato arrestato». Dopo la morte di Desirée, il papà afferma di essere andato a San Lorenzo per indagare personalmente: «Ho scoperto che Desirée era stata tradita, “venduta” da due amiche, due ragazze di colore. Mia figlia le aveva cercate perché una di loro si era presa il suo tablet il giorno prima”.

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