Rovigo | “I giovani non vogliono lavorare | Locale chiude

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A Rovigo ‘Il Locale’ rischia la chiusura con la titolare che denuncia la mancanza di personale. “I giovani non hanno voglia di lavorare”.

Rovigo Il Locale
Il Locale a Rovigo vicino a chiudere per mancanza di giovani lavoratori FOTO tuttomotoriweb

Fa discutere quanto avvenuto a ‘Il Locale’ di Rovigo, un bar tra i più conosciuti della città. La titolare Maura Cavallaro non riesce a trovare personale disposto a lavorare e sembra proprio che dovrà chiudere i battenti. La ricerca di camerieri, baristi e cuochi prosegue da circa due anni, ma con scarso successo. Tra richieste di informazioni, periodi di prova seguiti da un nulla di fatto e semplice quanto normale inadeguatezza al mestiere, alla fine di lavoratori a ‘Il Locale’ non se ne vedono. A ‘Il Gazzettino’, la signora Cavallaro si dice stanca di questa situazione e punta il dito contro “i ragazzi di oggi che non vogliono lavorare. Preferiscono starsene a casa a prendere i soldi del reddito di cittadinanza. E lo Stato ci ha tolto pure i vaucher. I giovani adesso non stanno fare niente”.

Rovigo, l’accusa ai giovani

L’invettiva prosegue. “Non hanno voglia di impegnarsi e di specializzarsi. Non sono disponibili neppure a lavorare nel solo fine settimana. In molti hanno svolto un periodo iniziale per poi rinunciare”. E sui colloqui di lavoro cui ha assistito, la titolare parla di “cifre alte chieste da giovani senza esperienza. Che alla fine preferiscono magari anche continuare a vivere sulle spalle dei genitori, standosene sul divano”. ‘Il Locale’ è aperto dal 2013 ma ora vige una lunga crisi. “Abbiamo dovuto rinunciare ad eventi live. Ora però non ce la faccio più a continuare da sola”. Ma di accuse ce ne sono anche per i rodigini. “La nostra è una città deserta, Rovigo non vive dei suoi abitanti purtroppo, e questo è un male”.

Ma alcuni ragazzi replicano: “Noi sfruttati a 4 euro all’ora”

“Noi baristi dobbiamo scannarci per i pochi clienti rimasti. Magari bisognerebbe fare qualcosa, come puntare su eventi letterari, buona musica, incontri. Basta vedere giovani ubriachi in centro”. Ma c’è chi accusa la Cavallaro ed altri esponenti della sua categoria di sfruttare i giovani. Nei commenti si leggono le affermazioni di ragazzi che parlano di “12-15 ore di lavoro a 4 euro all’ora. A volte anche solo a 2 euro. Finitela di dire che noi giovani non vogliamo lavorare. Smettete di sfruttarci come se fossimo schiavi e cominciate a pagarci da lavoratori veri”.