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Oltre 120mila il numero di persone colpite da infarto in Italia mediamente. Un numero altissimo. Scopriamo quali sono i sintomi principali per riconoscerlo

Ma quali sono i segnali importanti da non ignorare o sottovalutare? Un attacco cardiaco può causare un intenso stato d’ansia accompagnato da forte tachicardia. Il dolore al petto è uno dei sintomi di infarto più comuni, soprattutto nel caso degli uomini e può presentarsi verso il centro o leggermente spostato a sinistra, proprio in direzione del cuore. E si può avvertire una decisa sensazione di pressione. La presenza di tosse persistente può costituire il sintomo di un infarto in arrivo dovuto all’accumulo di fluido nei polmoni. Capogiri e vertigini possono precedere un infarto ed essere collegati ad aritmie e alterazioni improvvise del ritmo cardiaci. Può succedere che poco prima di un infarto possa sopraggiungere il vomito. In molti casi di infarto, soprattutto negli uomini, il dolore parte dal petto e si espande alle braccia. Un’improvvisa sudorazione fredda è considerata un sintomo di infarto molto comune. L’arresto cardiaco può provocare l’accumulo di fluidi nell’organismo. Questo fenomeno può causare gonfiore a livello dei piedi, delle caviglie, delle gambe o dell’addome. Una riduzione dei livelli di ossigeno nel sangue può provocare cambiamenti lievi che possono causare agitazione e insonnia.

Infarto in Italia, più difficile riconoscerlo nelle donne

I numeri dell’infarto in Italia non solo uguali tra uomini e donne. Che le donne abbiano una vita più dura degli uomini è opinione diffusa tra le donne. Giudizio di parte? Non sono donne , i cardiologi dell’American Heart Association che certificano questa condizione femminile per spiegare come mai le pazienti giovani e di mezza età si riprendano peggio degli uomini da un infarto. Una ricerca della Yale University, pubblicata su Circulation, trova una delle possibili ragioni in un surplus di stress patito dalle donne lungo la vita fino alla mezza età, per poi pacificarsi dalla sessantina in poi. Chissà se è l’epoca della pace dei sensi, della pace dei nervi si direbbe di sì. L’indagine ha considerato 2.400 donne infartuate e 1.200 uomini infartuati di età 18-55 anni, ricoverati in vari centri negli Stati Uniti, in Spagna e in Australia. Il recupero delle donne è apparso più difficoltoso nella maggioranza dei casi rispetto alla ripresa maschile e tutti i pazienti, per verificare l’ipotesi di partenza dei ricercatori, sono stati sottoposti a test per misurare lo stress.

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Sezione del cuore (foto dal web)

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