Il rinnovo di Vinales in Yamaha riduce di parecchio le opportunità della Ducati: oltre alle difficili piste Rins e Quartararo, si devono guardare in casa

La presentazione della Ducati Desmosedici MotoGP 2020 (Foto Ducati)
La presentazione della Ducati Desmosedici MotoGP 2020 (Foto Ducati)

“Una pedina sul mercato della MotoGP alla quale avevamo confermato di essere interessati non è più disponibile. Ma non ci fasciamo certo la testa”. Paolo Ciabatti, direttore sportivo della Ducati, ha commentato così, a caldo, ai microfoni di GPOne.com, il rinnovo di Maverick Vinales con la Yamaha. Il dirigente della Rossa minimizza, insomma, ma è indubbio che la firma di Top Gun abbia complicato i piani per il futuro di Borgo Panigale. E nemmeno di poco.

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Di fronte all’impossibilità di raggiungere il sogno proibito Marc Marquez (la cui riconferma in Honda è attesa a giorni), infatti, proprio Vinales era diventato l’obiettivo più inseguito dalla Casa italiana. Nonostante i dubbi mai sciolti di qualche elemento ai piani alti del gruppo, infatti, tra le due parti c’era stato un avvicinamento che era sfociato in una trattativa anche avanzata. Ma alla fine il miglioramento della M1 nella seconda parte dello scorso campionato ha convinto lo spagnolo a restare nella sua attuale squadra.

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Le piste Quartararo e Rins

A questo punto, se si vuole portare a Bologna un pilota attualmente impegnato con un altro costruttore, le alternative rimangono poche. Un’offerta è stata fatta a Fabio Quartararo, ma viene ritenuto difficile praticamente da tutti gli addetti ai lavori che la Yamaha si lasci sfuggire sotto il naso il suo giovane talento. La Gazzetta dello Sport scrive oggi che un’altra pista eventuale potrebbe portare ad Alex Rins, vincitore di ben due Gran Premi nella stagione passata con la Suzuki, che però proprio il team nipponico conta di poter blindare al fianco di Joan Mir.

I piloti già in casa Ducati

Se tutti questi approcci si risolvessero con un nulla di fatto, dunque, alla Ducati non resterebbe che puntare sui piloti che ha già in casa. Innanzitutto su Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci, con cui però i rapporti si sono complicati non poco sul finale dell’anno passato: non è escluso che Desmodovi, anche a 34 anni, preferisca decidere di tentare una sfida nuova, magari con la Ktm. Poi c’è il duo Pramac: Jack Miller, che con i suoi risultati del 2019 ha fatto ben più che uno scatto verso la promozione nella squadra ufficiale, e il nostro Pecco Bagnaia, le cui prestazioni sono da rivalutare nel suo secondo campionato in MotoGP.

E infine c’è un altro pilota satellite: Johann Zarco. Il cui talento è fuori discussione, ma il cui adattamento con la Desmosedici è ancora tutto da verificare, visto che non ci ha disputato ancora nemmeno una gara. Per decidere quali di questi nomi si meritino una moto rossa potrebbe essere necessario ancora parecchio tempo. Ma intanto il mercato piloti della MotoGP corre veloce…

Fabrizio Corgnati

Il team Ducati di MotoGP 2020: il direttore generale Gigi Dall'Igna, i piloti Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci, il collaudatore Michele Pirro e l'amministratore delegato Claudio Domenicali (Foto Ducati)
Il team Ducati di MotoGP 2020: il direttore generale Gigi Dall’Igna, i piloti Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci, il collaudatore Michele Pirro e l’amministratore delegato Claudio Domenicali (Foto Ducati)