SBK, Alvaro Bautista: “Adesso lavoriamo sul telaio”

Alvaro Bautista chiude all’ultimo posto il test Superbike a Portimao. Per Phillip Island attende novità dai tecnici HRC.

Alvaro Bautista
Alvaro Bautista (photo Instagram)

Dopo le 16 vittorie nella stagione 2019 Alvaro Bautista riparte dal fondo in sella alla Fireblade del team HRC. Nel test di Portimao non brilla, anzi. Chiude ultimo in classifica e con un ritardo di 2,5″ dal miglior giro stampato da Toprak Razgatlioglu con pneumatici da qualifica. Ha provato a lavorare sulla base della sua Honda, ma è un lavoro che richiede di essere ripreso a Phillip Island a fine febbraio.

“La verità è che sono stati due giorni molto concentrati”, ha spiegato lo spagnolo ex Ducati a WorldSBK.com. “Dato che abbiamo perso due giorni di Jerez a causa del maltempo qui abbiamo dovuto cercare di recuperare il tempo perso”. Honda è un progetto ancora giovane in Superbike e richiede tempo per essere affinato. D’altro canto il suo collega di box Leon Haslam sembra un passo avanti, chiudendo al sesto posto nella combinata dei tempi a Portimao.

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Honda progetto giovane

Nuova moto, nuova squadra richiedono tempo per decollare e nelle prossime tre settimane gli ingegneri giapponesi potranno lavorare sui dati raccolti nei quattro giorni di test a Jerez e Portimao. Alvaro Bautista l’anno scorso, nella preseason, sembrava nelle stesse condizioni, prima del grande exploit di inizio Mondiale. Impossibile fare previsioni: “Vedremo cosa abbiamo in Australia, in questo momento è un po’ presto per sapere quali condizioni avremo per la prima gara, perché voglio vedere quale materiale possiamo avere nel test prima di iniziare il campionato… Penso che la situazione sia diversa ogni anno, ciò che è chiaro è che nei test di preseason e con un progetto così nuovo mi concentro solo sulle sensazioni, provando a migliorare la moto, che funziona come voglio”.

Alvaro Bautista ricorda che anche con la Ducati V4 R l’avventura non era iniziata nel migliore dei modi, eppure ha “rischiato” di vincere il campionato del mondo. “L’anno scorso ero in una situazione simile prima di arrivare in Australia, la mia moto era più sviluppata, eravamo meglio preparati. Il progetto Honda è nato tre mesi fa , abbiamo bisogno di più tempo, almeno altri quattro test per raggiungere il livello dell’anno scorso. Durante l’inverno Honda ha fatto progressi nel motore, anche con l’elettronica, ma finora non abbiamo toccato il telaio, è quello su cui lavoriamo ora”.

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