Il Fisco naviga sul web per incastrarti!

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Il Fisco – ormai si sa – è moderno e sofisticato: cerca elementi di prova dell’evasione fiscale anche sui social. Online infatti ci sono molti dati relativi all’ubicazione delle attività, al modo in cui operano e, a volte, anche a quanto guadagnano.

Il Fisco naviga sul web per incastrarti!
Instagram (Foto Pixabay)

Infatti, come sappiamo fin dalla circolare 16/E del 2016, l’Agenzia delle Entrate utilizza “fonti aperte”, anche i social.

L’ultimo caso sintomatico di questo nuovo modo di operare del Fisco è quello del Comune di Pineto (TE) che ha accertato il mancato versamento dell’imposta di pubblicità grazie ad alcune foto scaricate da Google Street View.

Un altro Ente che ha dichiarato di utilizzare informazioni provenienti (anche) dai social è la Guardia di finanza che, nella circolare 1/2018, diramata a fine 2017, menziona gli «elementi non risultanti dalle banche dati», facendo riferimento alle «fonti aperte».

Così pure attraverso la Rete è possibile smascherare finte Onlus e prezzi fittizzi dichiarati nelle vendite di immobili. 

Per esempio le finte Onlus vengono scovate dal Fisco attraverso la ricerca di siti internet «che pubblicizzano l’offerta di prodotti o servizi commerciali, come i centri benessere, la gestione di palestre, piscine» o cinema e teatri.

Il Fisco è ovunque, anche su Fb o Ig

Ovviamente, i dati raccolti sono molto utili se non “succulenti” anche perché non siamo ancora sufficientemente consci dello strumento che utilizziamo (il web) e dei meccanismi della condivisione (sui social).

Un caso noto e di nuovo sintomatico è quello deciso con sentenza 136/2/2017 dalla Commissione tributaria provinciale di Pisa: una società che faceva rimessaggio di imbarcazioni è stata “incastrata” dal Fisco grazie a Google Earth. Le immagini aeree avevano mostrato nel tempo un numero di scafi ben superiore a quello dichiarato.

Un altro caso interessante è poi quello del contribuente bresciano sconfessato dai propri post su Facebook: la Corte d’appello di Brescia ha ritenuto che le spese sostenute ed evidenti dal social erano incompatibili con il reddito dichiarato al Fisco.

Il Fisco naviga sul web per incastrarti!
Maps (Foto Pixabay)