Fiume Arno, muore dopo il salto nel vuoto: non si esclude il suicidio

Bambina morta
Ambulanza (foto dal web)

Perdere la vita a 35 anni. Il dramma è accaduto sul fiume Arno. Non si esclude il suicidio per il giovane tedesco morto prematuramente

La corsa al pronto soccorso non è servita. Poco dopo ha perso la vita un uomo di trentacinque anni. E’ morto non molto tempo dopo essere stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Careggi. Era tedesco, ed era rimasto gravemente ferito dopo essere caduto. E’ andato giù nel vuoto da una spalletta, sul fiume Arno a Firenze. Secondo quanto riferito dai carabinieri, le telecamere di sorveglianza cittadine lo avrebbero ripreso nell’atto di lasciarsi cadere nel vuoto. Non si esclude affatto l’ipotesi suicidio. Sul posto, oltre all’arma dei carabinieri sono intervenuti i soccorsi del 118, i vigili del fuoco, la polizia locale. Il personale del 118 è riuscito a portare l’uomo in ospedale ancora in vita, nonostante i colpi subiti, ma a causa dei traumi e delle lesioni riportate, è finito poco dopo al pronto soccorso toscano.

Non si esclude il suicidio, ultimo di una statistica in calo

Se così fosse sarebbe l’ultimo di una serie che però è in calo. Non si esclude il suicidio del tedesco morto per la caduta nel fiume Arno. Stanno calando i suicidi in Italia, ma ancora oggi ne avvengono oltre dieci ogni giorno. Nel 1996 si erano tolte la vita 4.689 persone, venti anni dopo, nel 2016, lo hanno fatto 3.870. “Un numero che parla di un fenomeno complesso, alla cui base non vi è solo la depressione, ma una cinquantina di fattori di rischio”. A spiegarlo, analizzando i dati dell’Annuario 2019 dell’Istat, è Massimo Cozza, direttore del Dipartimento Salute Mentale Asl Roma 2, la più grande Asl metropolitana in Europa. Il numero cresce con l’età: si passa da 1,3 suicidi per 100 mila abitanti sotto i 24 anni a 10 per le persone di oltre 65 anni. Il Nord-est si conferma l’area con i livelli di mortalità più elevati: 7,9 suicidi ogni 100 mila abitanti. A togliersi la vita sono più spesso gli uomini, con un rapporto di circa 4 ad 1 rispetto alle donne. Spesso si attribuisce la responsabilità di un suicidio alla depressione, “ma le cose non stanno così e il fenomeno è più complesso”. Una recente metanalisi pubblicata su Psychological Bullettin ha mostrato che esistono 50 fattori di rischio che possono avere un peso, “tra cui isolamento sociale, dipendenze, difficoltà di comunicazione, abusi durante l’infanzia, gravi malattie croniche, tendenze aggressive, detenzione, eventi molto stressanti.

Ponte fiume Tarn
 (foto dal web)

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