La verità sul coronavirus

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In questo momento in Cina é emergenza per la diffusione del nuovo coronavirus (2019-nCoV):  sono morte finora 81 persone e sono stati segnalati oltre 2.700 casi di persone malate. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

La verità sul coronavirus
Virus (foto Pixabay)

I coronavirus sono un particolare tipo di virus della famiglia Coronaviridae e utilizzano come materiale genetico l’RNA, cioè l’acido ribonucleico.

Si chiamano così perché i loro virioni (la parte infettiva) sono visibili al microscopio elettronico come piccoli globuli, sui cui ci sono tante piccole punte che ricordano quelle di una corona, appunto.

Tuttavia, i coronavirus non sono una novità: sono diffusi tra i mammiferi e gli uccelli e infettano il loro apparato respiratorio e gastrointestinali.

I sintomi sono simili a quelli di un’influenza: congestione nasale, mal di gola, spossatezza e febbre.

Attualmente il nuovo coronavirus si è rivelato mortale nel 2,7 per cento dei casi.

Perché il nuovo coronavirus è associato ai mercati di animali vivi? Perché in Cina esistono molti mercati in cui si vengono venduti suini, pollame e diverse altre specie selvatiche di animali, come i pipistrelli.

La contiguità tra questi animali e gli esseri umani (in un contesto in cui le condizioni igieniche sono difficili), fa sì che il rischio che i virus passino da una specie animale agli esseri umani sia maggiore.

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Come avviene il contagio del coronavirus (2019-nCoV) e cosa fare per scongiurarlo

I coronavirus di solito si trasmettono con contatti stretti, in famiglia, tra amici, negli ambienti di lavoro e in luoghi molto affollati.

Si ritiene che il primo veicolo di contagio siano le gocce di saliva e il muco da persone infette. Meno frequente sarebbe dunque il contagio per via aerea.

Il consiglio è quindi quello di lavarsi spesso le mani con acqua e sapone (per una trentina di secondi almeno), di starnutire e tossire in un fazzoletto o portandosi l’incavo del gomito alla bocca.

Bisogna anche evitare alimenti crudi come frutta e verdura non lavate e bevande non imbottigliate, soprattutto se ci si trova in luoghi dove è certa la presenza del virus.

Le mascherine invece mentre servono a minimizzare i contagi non è detto servano a chi è sano per non contaminarsi.

Vigilano sulla situazione gli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (USMAF) e i Servizi territoriali per l’assistenza sanitaria al personale navigante, marittimo e dell’aviazione civile (SASN), che hanno come obiettivo proprio ridurre i rischi di importazione di malattie infettive.

La verità sul coronavirus
Paradenti (foto Pixabay)