Donatella Rettore gravemente malata: “Ho già rischiato di morire”

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Malattia cronica renale
 FOTO tuttomotoriweb

Donatella Rettore racconta la vita privata, dall’aborto ad aver rischiato di morire nel 1992. E’ ancora malata di talassemia

Nell’intervista realizzata da Marina Perzy, Donatella Rettore parla della sua vita privata iniziando dalla sua famiglia d’origine: “Mio padre era buono, un angelo meraviglioso. Quando gli dissi che volevo fare la ballerina e cantare lui era d’accordo”. Poi la parte più intima, quella del figlio mai nato e del rapporto con il marito Claudio Rego, sposato nel 2005 ma al suo fianco da quarant’anni: “I miei figli sono il mio pubblico. Si vede che lassù qualcuno ha deciso che non dovevo darmi a un solo figlio. Oggi avrebbe 23 anni. Mi ero sottoposta a cure ormonali e mentre facevo Sanremo lo persi. Non sapendo di essere incinta incolpavo lo stress per i mesi saltati. Claudio mi ha aiutato molto”. Donatella Rettore non si tira indietro nemmeno quando si tratta di parlare delle sue condizioni di salute come la convivenza con la talassemia: “L’ho scoperto a 29 anni, devo stare attenta alle mie difese immunitarie. Nel ’92 mi è successo di rischiare la vita: avevo spesso emorragie gastro-intestinali e renali. Me ne stavo andando, fui presa per i capelli. Da questa cosa la voglia di ricominciare a vivere è stata immediata”.

Ha rischiato di morire, cos’è la talassemia

Le talassemie sono un gruppo di malattie ereditarie caratterizzate da anemia cronica di gravità variabile conseguente a un difetto quantitativo nella produzione di emoglobina, la molecola responsabile del trasporto di ossigeno e anidride carbonica nell’organismo. L’emoglobina è costituita da quattro catene proteiche: due alfa (codificate da 4 geni sul cromosoma 16) e due beta (codificate da 2 geni sul cromosoma 11). A seconda di quali catene sono difettose si parla di alfa o beta talassemia. La forma più grave è la talassemia beta, che a sua volta viene distinta in talassemia major (morbo di Cooley) e talassemia intermedia a seconda del tipo di alterazione genetica e, di conseguenza, della manifestazione clinica. Nella talassemia major si ha una grave anemia emolitica cronica trasfusione-dipendente fin dall’età di 6 mesi, che porta precocemente alla morte se non curata. Nella talassemia intermedia, invece, il quadro clinico e l’età di esordio possono variare notevolmente e andare da uno stato sovrapponibile a quello del portatore sano a quello del paziente affetto da talassemia major.  Le principali complicanze della beta talassemia oggi sono l’ingrossamento di fegato e milza (epato-splenomegalia) e il sovraccarico di ferro, soprattutto a carico di fegato e cuore, secondariamente di tutte le ghiandole endocrine. Anche la talassemia alfa può manifestarsi con quadri clinici di varia gravità.

donatella rettore
Corriere della città

 

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