Neonato prematuro | “Parto in ambulanza | massacrato dai medici”

0
107

La mamma di un neonato prematuro venuto al mondo con ben 3 mesi di anticipo denuncia: “Mi hanno derisa, ho partorito in ambulanza e lo hanno massacrato”.

neonato prematuro
Grave caso con protagonista un neonato prematuro FOTO tuttomotoriweb

Lo scorso 9 gennaio un neonato prematuro è nato a bordo dell’ambulanza, in maniera tanto improvvisa quanto controversa. Il fatto era accaduto a Monselice, in provincia di Padova. In origine il piccolo sarebbe dovuto nascere con parto cesareo programmato a Rovigo. Invece ecco la venuta al mondo con ben tre mesi di anticipo, avvenuta a seguito di un malore della mamma. La donna si era sentita male ed aveva scelto di avvalersi dei servizi del pronto soccorso. Ma solo dopo oltre un’ora i medici dell’ospedale di Rovigo avevano scelto di mandarla a Padova, facendola quindi salire sull’ambulanza. Il tutto a travaglio già in corso. Il parto è stato prematuro e podalico, condizione che già risulta essere rischiosa in ospedale, con tutte le strumentazioni ed il personale preposto. Figurarsi in una ambulanza lanciata in tutta fretta mentre cerca di raggiungere un altro ospedale, a 46 km di distanza. Al piccolo vengono riscontrate svariate ferite.

LEGGI ANCHE –> Tragedia in casa, neonata ritrovata senza vita: “Non era malata”

Neonato prematuro, gravi le lesioni riscontrate per farlo nascere

Nello specifico fratture ad entrambe le braccia, diversi amatomi al collo, a cervello, cervelletto ed in altre parti del suo corpicino. Poi anche una menomazione alla mano destra che ne inficiava la funzionalità. Alla nascita il neonato prematuro pesava appena un chilo e 200 grammi. Sua madre è decisa a far valere le proprie ragioni, parlando di gravi e reiterate negligenze. Intanto il suo bimbo è ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale. La donna, 46 anni, fa sapere che il suo ginecologo l’aveva informata del fatto che la gravidanza fosse a rischio. Ma ogni tappa di questo percorso è avvenuta prendendo tutte le precauzioni del caso. Compresa la scelta di dover procedere con un taglio cesareo. È l’edizione online de ‘Il Gazzettino’ a riportare questa triste vicenda. La donna, alla sua seconda gravidanza, riferisce che l’atteggiamento del personale medico è stato sempre freddo e quasi disinteressato. “Solo dopo molte insistenze mi spostano in Ginecologia. Mi sentivo male, con perdite di sangue e la gravidanza in corso. Passano diversi minuti. Vedo due infermiere ed una dottoressa e disperata chiedo di essere visitata.

LEGGI ANCHE –> Neonata morta ad Acilia: si configura un quadro agghiacciante

“Io derisa da dottoressa ed infermiere”

Il racconto continua. “Quelle donne mi deridono. Poi però capiscono dopo l’ecografia che la cosa è grave. Mi fanno una flebo e poi me la staccano, causando anche l’insorgere di bolle d’aria. Un ulteriore problema che non fa altro che allungare i tempi. Dopo più di un’ora l’ambulanza finalmente parte. Alle 13:55 le acque si rompono ed un giovane medico che mi assisteva capisce che c’era urgenza di far nascere il bambino. Gli dicevo che con parto naturale non si poteva, ma lui non mi ha dato ascolto. E ha tirato fuori il piccolo, spingendo anche la pancia per fare uscire la testa. Il tutto tra gli scossoni dell’ambulanza”. Il bambino prematuro è nato alle 14:10, versava in stato cianotico, con un colorito della pelle violaceo”.

La neomamma ha sporto denuncia

“Gli ha fatto un massaggio cardiaco mettendogli la maschera d’ossigeno. Per fortuna a Padova noto un livello di competenza ed anche di amore ben superiore”. Ora la donna pretende giustizia. “Avrei potuto partorire in tutta sicurezza in ospedale, ma non è accaduto. Mio figlio è in pericolo di vita e ha riportato dei danni importanti. Se sono stati commessi degli errori, chi è responsabile deve pagare”. Ed infatti la stessa ha sporto denuncia ai carabinieri di Padova. “È inammissibile ricevere un trattamento del genere”, conclude la donna.

LEGGI ANCHE –> Neonato abbandonato | Giovannino lasciato in ospedale perché malato