Kobe Bryant morto come Colin McRae: due destini tragici e paralleli

Un tragico parallelo accomuna due star dello sport: Kobe Bryant e Colin McRae, entrambi scomparsi in un incidente in elicottero ad oltre 12 anni di distanza

Kobe Bryant e Colin McRae (Foto Harry How-Reporter Images/Getty Images)
Kobe Bryant e Colin McRae (Foto Harry How-Reporter Images/Getty Images)

Il mondo dello sport è ancora sbigottito e sgomento di fronte alla tragica morte del campione di basket Kobe Bryant, bandiera dei Los Angeles Lakers, rimasto ucciso insieme alla figlia Gianna e ad altre sette persone in un incidente con l’elicottero in cui stavano viaggiando nei dintorni di Calabasas, nelle colline della California.

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Un dramma che ha colpito molto anche gli automobilisti e i motociclisti, alcuni dei quali conoscevano personalmente o comunque ammiravano Bryant come icona dello sport, e non hanno mancato di manifestare il loro shock e la loro incredulità alla lettura della notizia sui loro profili ufficiali sui social network.

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Bryant e McRae, drammi in elicottero

Ma c’è anche un altro motivo per il quale la scomparsa del cestista americano riguarda in particolare il mondo dei motori: il triste epilogo di Kobe ricorda infatti in maniera inquietante quello di un altro sfortunato fuoriclasse, Colin McRae, campione del mondo rally nel 1995 con la Subaru. Lo scozzese perse infatti la vita all’età di 39 anni insieme a suo figlio Johnny, che ne aveva appena cinque, all’amico Graeme Duncan e al piccolo Ben Porcelli: tutti stavano viaggiando a bordo di un elicottero, caduto nei pressi della residenza di McRae a Lanark, il 15 settembre 2007.

In quel caso, Colin si era messo personalmente ai comandi del velivolo, per tornare a casa dopo un viaggio in visita ad un amico. Una successiva inchiesta dello sceriffo locale Nikola Stewart rivelò che il campione non avrebbe dovuto guidare l’elicottero, perché possedeva un brevetto scaduto, e che lo schianto si sarebbe potuto evitare se il pilota non si fosse imbarcato in una manovra pericolosa, su un terreno difficile, in mezzo agli alberi, e ad un’altitudine più bassa del normale. Anche Bryant, del resto, viaggiava con la figlia (anche se non era lui a pilotare il mezzo) e, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe avventurato in condizioni proibitive e ad una quota insufficiente.

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Quel che resta, però, è soprattutto un’insensata tragedia, che colpì un’amatissima star dello sport, proprio come Kobe Bryant oggi. E una conferma della pericolosità degli elicotteri, come ha ricordato oggi su Instagram Jorge Lorenzo: “Non sono mai stato un fan degli elicotteri, nonostante il loro dinamismo e la loro agilità li ho sempre evitati quando potevo e ho anche incoraggiato i miei amici a fare lo stesso”, ha scritto il cinque volte iridato di motociclismo. “Evitiamo gli elicotteri finché non saranno più sicuri”.

 

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I just found out 5 minutes ago and I still can’t believe it… 😔😢😢 I was never a fan of helicopters precisely, despite their dynamism and agility I avoided them whenever I could and also encouraged my friends to do the same. Today they have charged another victim, one of the greatest in the history of basketball. Another example of how fragile life is, let’s enjoy it while we can. (And avoid helicopters until they are safer). DEP Kobe and the other 5 victims. ———————————————————————— Me acabo de enterar hace 5 minutos y aun no me lo puedo creer… 😔😢😢 Nunca fuí un fan precisamente de los helicópteros, a pesar de su dinamismo y agilidad los evité siempre que pude y también alenté a mis amigos a hacer lo mismo. Hoy se han cobrado otra víctima, a uno de los mas grandes de la historia del baloncesto. Otro ejemplo de lo frágil que es la vida, disfrutemos de ella mientras podamos. (Y evitar los helicópteros hasta que sean mas seguros). DEP Kobe y las otras 5 víctimas.———————————————————————#kobebryant #rip #dep #legendsneverdie

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Un cartello apposto in ricordo di Kobe Bryant (Foto David McNew/Getty Images)
Un cartello apposto in ricordo di Kobe Bryant (Foto David McNew/Getty Images)