Stando ad uno studio pubblicato su The Lancet, esiste la possibilità che alcuni pazienti colpiti dal nuovo coronavirus non manifestino i sintomi tipici del contagio, a commentare la scoperta il virologo Roberto Burioni.

Roberto Burioni
Roberto Burioni (foto dal web)

Una notizia che ha spiazzato la comunità scientifica quella riportata dal The Lancet. Secondo un recente studio, esiste la possibilità che alcuni soggetti contagiati dal nuovo coronavirus non manifestino i sintomi tipici dell’infezione. La ricerca è stata svolta utilizzando dei tamponi orofaringei che hanno restituito il preoccupante dato: un uomo che aveva contratto il virus non manifestava alcun sintomo. Sul punto si è espresso Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

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Coronavirus, in alcuni pazienti i sintomi non si manifestano: parla il virologo Roberto Burioni

Uno dei massimi esperti in virologia d’Italia, Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha commentato lo studio pubblicato sul The Lancet attraverso un tweet. Sarebbe una “brutta notizia” quella per cui non si può escludere la possibilità che il contagio da nuovo coronavirus 2019-n-CoV in alcuni casi sia asintomatico. Ed infatti, una tale circostanza renderebbe non solo difficile la cura ma anche più agevole il contagio. Burioni, postando un suo articolo edito sul sito MedicalFacts, ha precisato: “Sembra possibile l’esistenza di pazienti asintomatici, che stanno bene, non hanno febbre, ma possono diffondere il coronavirus. Il che significa che la misurazione della temperatura agli aeroporti potrebbe non essere sufficiente per bloccare la diffusione della malattia. La lotta contro quest’infezione – prosegue il Professore- sarà più difficile del previsto”.

Un’altra massima esperta si è espressa su quest’ultima notizia dai risvolti drammatici relativa al nuovo coronavirus. Si tratta della virologa Ilaria Capua la quale ha riferito che tramite i tamponi orofaringei è emerso che un paziente era stato contagiato dal virus ma che i sintomi si sarebbero presentati solo 10 giorni dopo. Una sorta di incubazione fisiologica, come accade per tutte le altre tipologie di virus.

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