Uno studio pubblicato sul Journal of Medical Virology  afferma che il nuovo coronavirus, 2019-nCoV possa essere un ricombinato tra il coronavirus del pipistrello e quello presente nei serpenti. La possibilità che i rettili possano essere all’origine della trasmissione, però, non convince la comunità scientifica.

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L’attuale epidemia di polmonite virale il cui focolaio è stato individuato in un mercato della città di Wuhan, in Cina, è stata causata da un nuovo coronavirus che l’Organizzazione mondiale della sanità ha denominato 2019‐nCoV. Uno studio condotto dal dottor Wei Ji, microbiologo della Scuola di Scienze Mediche di base dell’Università di Pechino, pubblicato sul Journal of Medical Virology il 22 gennaio, ha cercato di individuare quale sia il serbatoio del virus. In base ai risultati ottenuti il 2019‐nCoV sembra essere un virus ricombinante tra quello del pipistrello ed un coronavirus presente nei serpenti. La possibilità, però, che l’host intermedio sia un rettile non convince la comunità scientifica.

Coronavirus, per i ricercatori è un virus ricombinante tra quello del pipistrello ed un animale sconosciuto

Per cercare di individuare il possibile serbatoio del virus, il gruppo di ricercatori coordinato dal dottor Wei Ji, microbiologo della Scuola di Scienze Mediche di base dell’Università di Pechino, ha effettuato un confronto tra tutti i ceppi conosciuti di coronavirus e quello che attualmente si sta diffondendo in Cina. Dai risultati pubblicati sul Journal of Medical Virology è emerso che il 2019‐nCoV sembra essere un virus ricombinante tra il coronavirus del pipistrello e un coronavirus sconosciuto all’origine. Gli esperti avrebbero, quindi, individuato quale fosse il misterioso tassello mancante, individuandolo nel serpente, delle specie in particolare, ossia il krait cinese ed il cobra. Sarebbe accaduto, nello specifico, che il virus dal pipistrello sarebbe giunto ai serpenti ed una volta ricombinatosi sarebbe stato in grado di aggredire l’uomo.

Non tutta la comunità scientifica, tuttavia, condivide i risultati ottenuti dal gruppo del dottor Wei Ji. Per David Robertson, un virologo dell’Università di Glasgow, nel Regno Unito, non vi sarebbe alcuna prova del fatto che virus come il 2019 ‐ nCoV provengano dai serpenti, ritenendo più plausibile che a causare la trasmissione possano essere stati mammiferi o uccelli. Per Robertons resta ancora da capire quale sia l’ospite intermedio tra il pipistrello e l’uomo che abbia causato il contagio. Dello stesso avviso, riporta la redazione di Nature, Paulo Eduardo Brandão, un virologo dell’Università di San Paolo anch’egli concentratosi sulla possibilità che l’host del coronavirus possa essere il serpente. Il professore ha affermato che non ci sono prove che gli ospiti siano diversi da mammiferi ed uccelli.  Agli autorevoli nomi poc’anzi citati si aggiunge quello del dottor Cui Jie, un virologo del Pasteur Institute di Shanghai, uno dei ricercatori che nel 2017 aveva identificato quali causativi della Sars dei pipistrelli provenienti da una grotta nella provincia dello Yunnan, in Cina. Per Cui Jie il 2019-nCoV è un virus dei mammiferi.

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Coronavirus Cina
(Getty Images)