Caserta, lo trovano impiccato nel cortile di casa: aveva 23 anni

morto a Caserta impiccato
(Gazzetta del Sud)

Trovato giovane 23enne impiccato nel cortile di casa a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Si pensa al suicidio

Tragica scoperta a Caserta. Un giovane di 23 anni è stato trovato impiccato nel cortile di casa sua in via Cimarosa, a Santa Maria Capua Vetere, nella provincia del comune campano. Il giovane senza vita è stato scoperto dai genitori, che non hanno fatto altro che chiamare i soccorsi, anche se invano. Il giovane non era più in vita. Una tragedia familiare che non ha esiti al momento. Probabilmente si tratta di un gesto volontario ma non si conoscono ancora le motivazioni che avrebbero spinto il ragazzo verso un gesto così estremo e doloroso per la sua famiglia.

Impiccato nel cortile, si allunga la lista dei suicidi ogni anno

“I dati sono allarmanti: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità ogni anno nel mondo  si tolgono la vita 880.000 persone, vale a dire un suicidio circa ogni 40 secondi e un tentativo di suicidio ogni 3. In Europa sono 56.200 e l’Italia, con circa 4000 morti l’anno, registra 7,3 casi ogni 100.000 abitanti. Nel Lazio sono circa 700 i suicidi ogni anno e solo a Roma se ne contano 200/250 – afferma a Repubblica il Presidente scientifico del Convegno, Prof. Maurizio Pompili, Direttore del Servizio per la Prevenzione del Suicidio dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Andrea di Roma e docente di Psichiatria all‘Università Sapienza di Roma – Si tratta in maggioranza di uomini (il rapporto è di 1 a 3 rispetto alle donne), fra i 45 e i 50 anni ma, in molti casi, si verificano anche tra gli adolescenti e gli anziani. Il fenomeno è in aumento negli ultimi anni soprattutto nella fascia tra i 24 e i 65 anni per problemi legati alla crisi economica ed è la seconda causa di morte tra i giovani. Ma la prevenzione è possibile e riguarda tutti: informare l’opinione pubblica, aiutare familiari e amici a riconoscere i segnali di allarme, sfatare i falsi miti su chi tenta di compiere un gesto estremo e contrastare lo stigma, consentirebbero di dimezzare il fenomeno. Anche perché la maggioranza di chi ha pensieri suicidi vuole assolutamente vivere: tutti possiamo fare qualcosa per accorgerci dei segnali che arrivano da chi è in difficoltà, per incoraggiarli a raccontare la loro storia, per offrire una parola di supporto e di ascolto e fare così la differenza”

avvocato ucciso anzio
Carabinieri (foto dal web)

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