Virus cinese, in Italia sono già pronti alla pericolosa infezione

Virus Cina
(Getty Images)

Tutto pronto alla Spallanzani di Roma per affrontare il virus cinese. Nel centro specializzato per malattie infettive sono già organizzati con posti letto

Il virus cinese che ha causato decine di casi di polmonite e che si è diffuso a Wuhan, in Cina, in particolare nel mercato del pesce, sta destando molta preoccupazione anche in Italia. Gli spostamenti tra Cina e il nostro paese sono frequenti. Per questo motivo, al centro specializzato per malattie infettive Spallanzani di Roma si sono già preparati all’evenienza. Pronti posti letto e tutto ciò che è necessario per l’eventuale emergenza anche in Italia. All’aeroporto di Fiumicino ci sono tre voli settimanali per Pechino. Per questo lo screening sarà costante, ma se dovessero esserci casi sospetti, ci sarà l’immediato trasporto, con speciali ambulanze che isolino il paziente. I sintomi sono tosse secca, mal di gola, febbre. Gli esperti in materia dicono: «I coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS)»

L’esperto spiega come affrontare il virus cinese

Spiega il professore Nicastri al corriere della sera: «Abbiamo dedicato una sezione alla cura di malattie infettive che abbiano determinate caratteristiche di gravità o novità. L’alto isolamento si occupa anche di altre patologie, come ad esempio l’Ebola. Siamo pronti ad attivare i posti necessari». L’isolamento totale sarebbe obbligatorio per evitare la diffusione del virus, se mai dovesse arrivare in Italia. Ma già a Wuhan vengono svolti dei controlli, dunque dovrebbe essere improbabile che una persona malata possa imbarcarsi sull’aereo. Altri controlli avvengono all’atterraggio a Fiumicino. C’è l’incognita del periodo di incubazione, c’è il rischio che il passeggero presenti sintomi della malattia solo quando già è arrivato a casa. Deve andare dal medico di fiducia? «Meglio di no – suggerisce il professor Nicastri – così rischiamo la diffusione del virus. Contatti telefonicamente un operatore del 118 o della guardia medica». L’Italia è preparata, quindi, nel caso ce ne fosse bisogno. Tuttavia, evitare se è possibile gli spostamenti in Cina sarebbe cosa più opportuna e saggia in questo periodo data la facilità con cui si può trasmettere.

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(aig europe)

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