Iannone, fissata la data del processo: ecco quando finirà davanti ai giudici

Si terrà proprio il prossimo 4 febbraio, mentre a Sepang scatteranno gli shakedown della MotoGP, il processo ad Andrea Iannone alla Disciplinare Fim

Andrea Iannone ai box della Aprilia (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Andrea Iannone ai box della Aprilia (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Ironia della sorte. Il prossimo 4 febbraio, sulla pista di Sepang, sono in programma gli shakedown, i primi chilometri in pista per le nuove MotoGP 2020, pochi giorni prima della partenza dei test pre-campionato veri e propri, sullo stesso circuito. Nello stesso giorno, a diecimila chilometri di distanza, a Mies, in Svizzera, alle ore 13 partirà il processo ad Andrea Iannone davanti alla Corte disciplinare internazionale della Federazione motociclistica.

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Il Maniaco non potrà dunque salire in sella alla sua Aprilia, che schiererà il suo compagno di squadra Aleix Espargaro e il collaudatore Bradley Smith. Si presenterà invece davanti ai giudici che dovranno decidere la sua sorte, a seguito della conferma della positività all’antidoping emersa dalle controanalisi eseguite a inizio mese. A confermare l’apertura del processo giudiziario, dunque il deferimento del pilota di Vasto, come era praticamente scontato, è stata una lettera inviata dalla stessa Fim, che Iannone ha ricevuto sabato 18. Ne dà notizia sul numero di oggi la Gazzetta dello Sport.

C’è una speranza per Iannone

Il legale di Andrea, l’avvocato Antonio De Rensis, applaude la decisione della Federazione di fissare l’udienza in tempi brevi: “Apprezziamo la tempistica della Fim”, ha spiegato ai microfoni della Rosea, “che ha compreso l’importanza della situazione fissando una data saggia”. Il fatto che l’udienza sia stata calendarizzata prima dell’inizio ufficiale delle prove invernali, infatti, lascia aperto un piccolo spiraglio di speranza che il centauro abruzzese possa presentarsi in pista regolarmente. Ma non sarà per nulla semplice.

La Corte ha infatti ben 45 giorni di tempo per poter emettere il proprio verdetto, e solo se arriverà un’assoluzione a breve Iannone avrà la possibilità di non saltare i test. Nel caso di una condanna (che potrebbe andare da una semplice reprimenda fino a quattro anni di squalifica nello scenario peggiore), l’italiano potrà ancora ricorrere al Tribunale arbitrale sportivo di Losanna, ma ovviamente i tempi si allungherebbero ulteriormente.

I difensori di Iannone punteranno la loro strategia sull’assunzione inconsapevole di drostanolone, lo steroide anabolizzante ritrovato nei suoi campioni di urina. Secondo loro, lo avrebbe ingerito per via della contaminazione della carne mangiata in quelle settimane in Asia. Ma sarà lo stesso pilota a doverlo dimostrare: i suoi testimoni e le sue prove dovranno essere dichiarati entro il 31 gennaio, poi si andrà in aula per ascoltare la loro versione.

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Andrea Iannone in sella alla Aprilia (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Andrea Iannone in sella alla Aprilia (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)