Tribunale a luci rosse, magistrato finisce in manette: indagati due avvocati

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Nell’ambito dell’inchiesta denominata Genesi è stato arrestato il giudice Marco Petrini, presidente della terza sezione della Corte d’Appello di Catanzaro: il magistrato avrebbe avuto rapporti sessuali con degli avvocati in cambio di favori nei processi.

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(foto dal web)

Rapporti sessuali per ottenere degli aiuti all’interno dei processi, queste le accuse mosse al giudice Marco Petrini, presidente della terza sezione civile della Corte d’Appello di Catanzaro, arrestato nell’ambito dell’inchiesta Genesi. Il magistrato, stando a quanto riportato dalla redazione LaCnews24, avrebbe avuto delle relazioni con due avvocati donne anch’esse finite nelle maglie d’indagine.

Arrestato il magistrato Marco Petrini: rapporti sessuali in cambio di aiuti nei processi

Per la Procura di Salerno il quadro probatorio sarebbe chiaro: il giudice Marco Petrini, presidente della terza sezione civile della Corte d’Appello di Catanzaro, avrebbe concesso degli aiuti nei processi in cambio di rapporti sessuali a due avvocati donna. Il primo sarebbe avvenuto lo scorso marzo, riporta la redazione LaCnews24, con l’avvocato Marzia Tassone. Il magistrato, ignaro del fatto che nella sua stanza fossero state istallate delle microcamere, sarebbe stato ripreso mentre aveva rapporti non professionali con l’avvocato. Sarebbe emerso, inoltre, un riferimento ad una famiglia di ‘ndrangheta di Vibo Valentia, i Soriano. Dettaglio importante per gli investigatori che approfondendo le indagini avrebbero scoperto che Petrini, presidente della Corte d’assise d’Appello di Catanzaro, si era occupato del processo “Ragno” che vedeva al banco degli imputati anche alcuni membri della famiglia Soriano. In quello stesso procedimento spunta fuori anche il nome della Tassoni. La Corte rigettò la richiesta della Procura di ammettere i verbali del collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso. L’altro avvocato donna coinvolto nella vicenda è Palma Spina con la quale Petrini avrebbe intrattenuto una relazione sessuale. L’accusa, riporta la redazione LaCnews24, in questo caso si sarebbe concretata nella mancata astensione da parte del magistrato, in virtù del dettato normativo, di prendere parte ai collegi giudicanti nei ricorsi tributari dove difensore della parte era risultata essere l’avvocato Spina. Ai due viene contestata, inoltre, la corresponsione di denaro da parte del legale al giudice di circa 4 mila euro, stando a quanto riferisce la redazione LaCnews24. L’ingente somma sarebbe stata “donata” dall’avvocato Spina, perché il magistrato avrebbe asserito di versare in una critica condizione economica.

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Tribunale (Getty Images)