Se vedi come vengono allevati orate e branzini non li mangi più

Gli allevamenti di orate e branzini sono qualcosa che non ti aspetti e, forse, se li vedi quei pesci non li mangi più con la stessa serenità di prima.

Se vedi come vengono allevati orate e branzini non li mangi più
Trote d’allevamento (Pixabay)

E’ a Sagiada, una piccola cittadina greca, a nord di Igoumenitsa, vicino al confine con l’Albania che  si trovano molti allevamenti di branzini e orate.

Vengono allevati in decine di piccole vasche e in ogni impianto vivono insieme decine, se non centinaia, di migliaia di pesci.

I pesci sono ovviamente chiusi, in cattività e per questo nuotando in tondo per tutto il tempo, anche per anni.

Uno dei responsabili degli allevamenti spiega al Corriere della Sera: «Le strutture possono raccogliere massimo 40 tonnellate di animali, circa 50-60 mila pesci che vivono insieme. Alcuni stanno in questo dal 2015».

L’Associazione Essere Animali spiega al Corriere: «In Italia più della metà delle importazioni di branzino e orata proviene dalla Grecia. Solo nel 2016 sono state importate circa 64mila tonnellate di queste due specie, di cui quasi 40mila direttamente dagli allevamenti ellenici. In sintesi: un branzino o un’orata su due in vendita nelle pescherie e nei supermercati italiani arriva da qui. (…)».

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Cosa mangiano le orate e i branzini allevati?

I branzini e le orate sarebbero pesci carnivori ma negli allevamenti della Grecia sono nutriti con mangimi ad alto contenuto di farina e olio di pesce: «Per fare 1 kg di pesce devi dargli da mangiare almeno 2 kg di mangime prodotto col pesce selvatico», spiega uno degli allevatori.

Ovviamente, oltre ai mangimi, ai pesci vengono dati regolarmente armaci antibiotici e antiparassitari.

«L’uccisione è indubbiamente il momento in cui i pesci sono soggetti alle pratiche più dolorose e disumane – dicono da Essere Animali – Abbiamo assistito alla cattura di branzini e orate che, impauriti, si dimenano nell’acqua e tentano di fuggire. Ammassati gli uni sugli altri all’interno di reti, in assenza di acqua boccheggiano e vengono schiacciati dal peso degli altri pesci intrappolati. In tutte le strutture visitate i pesci vengono gettati, ancora vivi, in contenitori ricolmi di acqua e ghiaccio, dove si contorcono in un’agonia interminabile. Infatti, la perdita di coscienza non è immediata e soffrono per decine di minuti prima di morire di congelamento e asfissia».

Se vedi come vengono allevati orate e branzini non li mangi più
Orate al forno (foto Pixabay)