Inquinamento, blocco auto: “Incide per poco più del 12%, percentuale davvero marginale”

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Il direttore dell’Istituto sull’Inquinamento atmosferico (IIA) del Cnr, Cinzia Perrino, ha parlato del blocco delle auto stabilito in diverse città per cercare di ridurre l’inquinamento dell’aria.

I tubi di scarico di un'auto diesel (Foto Joe Raedle/Getty Images)
I tubi di scarico di un’auto diesel (Getty Images)

L’emergenza smog negli ultimi giorni ha portato al blocco della circolazione dei veicoli in numerose città d’Italia, dove si sono registrati valori di Pm10 nell’aria oltre i limiti consentiti. In merito, per spiegare cosa sta accadendo ha rilasciato un’intervista ai microfoni del quotidiano La Repubblica il direttore dell’Istituto sull’Inquinamento atmosferico (IIA) del Cnr, Cinzia Perrino.

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Blocco auto, il direttore dell’IIA: “Come tutte le misure emergenziali, sono misure che lasciano un po’ il tempo che trovano

Il direttore dell’Istituto sull’Inquinamento atmosferico (IIA) del Cnr, Cinzia Perrino, ha parlato al quotidiano La Repubblica in merito all’emergenza smog in varie città italiane costrette a disporre blocco della circolazione per alcune categorie di veicoli. A Roma a causa dei livelli altissimi di Pm10, la sindaca Virginia Raggi ha vietato il traffico anche alle auto Euro 6. Quello che in molti si chiedono e se questi provvedimento possano davvero incidere sull’ambiente e, se si, in che misura, domanda alla quale ha risposto l’esperta Cinzia Perrino che ha spiegato: “Come tutte le misure emergenziali, e questa è una di quelle, sono misure che lasciano un po’ il tempo che trovano. Sono 20-30 anni – riporta Repubblicache ci rifugiamo in misure come queste e poco viene fatto per soluzioni che incidano in maniera sensata e a lungo termine. Quelle odierne hanno un piccolo effetto. Quanto? Il contributo diretto del traffico relativo alle polveri Pm10 è stimabile intorno al 25%. Vietando la circolazione ai diesel incidiamo dunque solo su quel 25% ma nel frattempo tanti altri veicoli continuano a circolare, più o meno la metà di quelli abituali. A questo punto, il blocco, si potrebbe dire che incide per poco più del 12%. Una percentuale piccola, davvero marginale“. Il direttore dell’IIA prosegue spiegando, dunque, perché le amministrazioni intervengono sempre e solo sul traffico dei veicoli: “Questa misura è la più controllabile. Un blocco del traffico è la cosa più semplice per tentare un’azione immediata, anche se l’efficacia è minima. È molto più complesso invece pensare di programmare azioni a lunga durata. Poi -prosegue l’esperta Perrino a La Repubblicati trovi in situazioni come quest’anno che sono molto sfavorevoli: per 20 giorni e più si verifica alta pressione, assenza di venti significativi e di precipitazioni e così tutto si complica. E’ come se fossimo nella condizione di un gruppo di fumatori dentro a una stanza con finestre chiuse. Anche se due o tre non fumano per un po’, la concentrazione di fumo aumenta comunque perché non c’è ricambio“.

Io credo – spiega Cinzia Perrino in merito al blocco dei veicoli– che come tecnologia dei motori ormai abbiamo tirato la corda al massimo: Euro 5 e Euro 6 sono molto vicini come caratteristiche emissive, non si migliora più di tanto. È giusto continuare a cercare nuove soluzioni ma sulla concentrazione delle polveri non riusciremo a fare miracoli. Ecco perché bisognerebbe agire su chilometri percorsi. Un’auto è responsabile per ciò che esce dalla marmitta ma anche per il risollevamento delle polveri depositate sulle strade. Questa emissione -riporta Repubblicaè indipendente dalla categoria del veicolo, che sia Euro 0 o Euro 6, diesel o benzina, un’auto comunque risolleva polveri, motivo per cui bisognerebbe pensare a limitare i chilometri da percorrere. Poi certo, va implementato il trasporto pubblico ed è necessario puntare su tecnologie più sostenibili e trovare il modo per evitare che tutte le persone usino l’auto sempre, anche per i minimi spostamenti“. Infine la biologa si è soffermato su quelle che potrebbero essere altre cause dell’inquinamento dell’aria: “Un aspetto poco discusso, soprattutto d’inverno, è per esempio quello che negli ultimi anni c’è stato un aumento importante dell’uso di legna e pellet per il riscaldamento, di termostufe, termocamini e caminetti, tutte strutture che emettono molte polveri, anche se sono impianti piccoli e domestici. Ce ne sono tantissimi e danno un contributo negativo alla qualità dell’aria importante. Andrebbero controllate, gestite: esistono ordinanze sulla regolazione dei gradi, ma per ora funzionano poco“.

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Blocco auto scarico
(foto dal web)