Morte alla Dakar. Quando l’esperienza non basta a salvarti

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Come ogni anno anche nel 2020 la Dakar si è portato via qualcuno. Paulo Gonçalves era uno dei centauri più esperti della carovana.

Paulo Goncalves (©Dakar Official)

Chi ama le corse marathon o per lavoro si trova a dover seguire la gara più pericolosa al mondo nel deserto il suo nome lo ha sentito risuonare migliaia di volte. Sempre tra i protagonisti, costantemente in lotta per le prime posizioni, il portoghese alla sua 13esima partenza alla Dakar si apprestava a replicare le prestazioni a cui siamo abituati, ed invece un incidente ha messo fine al suo sogno.

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Venerdì sulla sua pagina Twitter aveva messo una foto soddisfatto del recupero nella classifica generale dall’11° all”8° posto. Poi il giorno di riposo e la ripresa dalla capitale dell’Arabia Saudita Riyhad.

Per il momento, del dramma che ha colpito il 40enne al km 276 del percorso, non si sa quasi nulla, se non che, non appena arrivati sul luogo, i sanitari non hanno potuto fare altro che trasportarlo al vicino ospedale di Lyla e durante il viaggio constatarne il decesso.

Raggiunti dalla notizia tanti colleghi hanno voluto commentare sulle piattaforme sociali. Tra i primi ad intervenire il campionissimo Carlos Sainz, ad oggi leader della generale.

E’ un giorno molto triste. Riposa in pace“, il messaggio dell’iberico.

Un cuore spezzato è stato invece il commento senza parole di Tim Coronel.

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Il triste precedente: 15 anni fa la scomparsa di Meoni

Nel 2005 l’11 gennaio ci lasciava sempre tra le dune dell rally raid allora in scena in Mauritania, un altro mostro sacro delle due ruote più selvagge, il nostro Fabrizio Meoni.

Come lui Gonçalves se n’è andato facendo ciò più che amava e come nel suo caso la tanta esperienza accumulata mangiando pane e sabbia non è bastata. La dura legge della Dakar è anche questa.

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Paulo Goncalves (©Twitter)

Chiara Rainis