Nella storia della Dakar sono stati ben settanta gli incidenti mortali, tra piloti e concorrenti. L’ultima vittima è il povero Paulo Gonçalves

Paulo Goncalves, sulla sua moto, alla Dakar 2020 (Foto Francois Flamand/Dppi)
Paulo Goncalves, sulla sua moto, alla Dakar 2020 (Foto Francois Flamand/Dppi)

Quello che ha colpito oggi Paulo Gonçalves, alla settima tappa della Dakar 2020, è il primo incidente mortale nella maratona del deserto da cinque anni a questa parte. L’ultimo decesso di un pilota nel corso di questa gara risaliva infatti al 2015, quando a perdere la vita fu il polacco Michal Hernik.

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Ma nel corso della pluridecennale storia di questa superclassica, nata nel 1978, è purtroppo molto lunga la scia di morti e di sangue che ha macchiato la competizione. La prima risale già all’anno successivo alla fondazione, il 1979, quando a perdere la vita fu il francese Patrice Dodin, dopo aver perso il controllo della sua Yamaha mentre si aggiustava il casco: nella caduta batté la testa su una pietra e si ruppe il cranio.

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Da allora sono stati ben ventotto i piloti morti nel corso della gara, diciannove dei quali in moto e sei in auto. Quarantadue sono invece gli altri decessi che non hanno riguardato i concorrenti: ventitré hanno coinvolto gli spettatori, quattordici i giornalisti. Tra le vittime va ricordato anche l’inventore e organizzatore della Dakar, Thierry Sabine, che perì nel 1986 a causa di un incidente con l’elicottero che trasportava, oltre a lui, anche il cantante Daniel Balavoine, la giornalista Nathalie Odent, il pilota François-Xavier Bagnoud e il tecnico radio Jean-Paul Lefur.

I morti italiani alla Dakar

Diversi anche gli italiani che hanno perso la vita nel corso della Dakar. Tra questi ricordiamo, sempre nel 1986, l’agente della polizia stradale Giampaolo Marinoni, collaudatore delle Cagiva stradali, caduto a 40 km dal traguardo dell’ultima tappa: riuscì a rialzarsi e a completare la corsa, ma nella caduta una leva del freno gli danneggiò il fegato in maniera grave e fatale. Nel 2005 toccò al grande Fabrizio Meoni, due volte vincitore di questa gara, cadere all’undicesima tappa e rompersi il collo: inutili si rivelarono i soccorsi giunti sul luogo dello schianto via elicottero. In suo onore fu cancellata la tappa successiva. Nostri connazionali erano anche Andrea Carisi, Giuseppe De Tommaso e Franco Druetta, morti per il capottamento della loro Fiat Campagnola, un mezzo di supporto alla Parigi-Dakar 1981.

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Paulo Goncalves, sulla sua moto, alla Dakar 2020 (Foto Eric Vargiolu/Dppi)
Paulo Goncalves, sulla sua moto, alla Dakar 2020 (Foto Eric Vargiolu/Dppi)