Superbike, Kawasaki prepara la risposta al super motore Ducati

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Marcel Duinker, crew chief di Alex Lowes, spiega che Kawasaki probabilmente nel 2021 proporrà una moto Superbike con un motore al livello della Ducati.

Jonathan Rea
Jonathan Rea (©Getty Images)

Nel 2019 la Kawasaki è stata messa per la prima volta messa in seria difficoltà da quando c’è Jonathan Rea. Infatti, prima di Alvaro Bautista con la Ducati nessuno era riuscito a insidiare il nord-irlandese in sella alla sua Ninja.

Dal 2015 al 2018 il cinque volte campione del mondo Superbike ha dominato in modo netto, lasciando solo le briciole agli avversari. L’allora compagno Tom Sykes e il ducatista Chaz Davies non lo hanno mai veramente impensierito. Invece Bautista è riuscito a far vacillare il trono di re Johnny nella prima metà della stagione, salvo poi non riuscire ad avere la costanza necessaria per conquistare un titolo che nelle prime undici gare sembrava esclusivamente affare suo.

Superbike, Kawasaki nel 2021 risponderà a Ducati e Honda

La nuova Ducati Panigale V4 R è riuscita a impressionare tutti tra le mani di Alvaro, bravissimo a sfruttarne al meglio le qualità. Lo stile di guida dello spagnolo si è subito adattato alla quatto cilindri bolognese, dimostratasi imbattibile soprattutto in rettilineo grazie a un motore nettamente superiore alla concorrenza.

Kawasaki è proprio sul motore che intende lavorare per il futuro. In ottica 2020 non era possibile fare un intervento radicale per migliorare la situazione. Bisognerà aspettare il 2021. Lo ha confermato Marcel Duinker, crew chief di Alex Lowes dopo aver lavorato con Leon Haslam e Tom Sykes.

In un’intervista a Speedweek si è così espresso: «Dorna ha reso le regole tecniche sempre più restrittive, il che richiede moto di serie più sofisticate. La Ducati è stata il punto di riferimento nel 2019, ora bisogna costruire un modello di omologazione speciale per avere successo nel campionato mondiale Superbike. Kawasaki è stata molto forte negli ultimi anni, anche i nostri successi del 2019 si basano sulla nostra moto del 2013-2014. Ma la concorrenza è diventata più forte dobbiamo prepararci. Per costruire una moto di questo tipo per il 2020, il tempo di preparazione era troppo breve. Ci stiamo già concentrando sul 2021, spendiamo la maggior parte delle nostre energie per questo».

Duinker ammette che la casa di Akashi sta studiando una nuova Ninja per il prossimo anno, però conta di poter competere nuovamente al titolo SBK nel 2020 con l’attuale modello. Sarà interessante vedere la nuova Honda e non solo: «La nuova Honda sembra essere qualcosa di serio – spiega – e il loro modello è simile alla Ducati Panigale. In MotoGP e Superbike ogni moto parte dal motore. Ovviamente è importante anche il resto, ma serve avere molta potenza e questo è il modo migliore per migliorare i tempi. Sappiamo dove dobbiamo progredire, lo si capisce anche dalla TV».

Il crew chief di Lowes non ha avuto comunicazioni dirette dalla fabbrica sulla futura moto, però è fiducioso sul fatto che verranno apportati i miglioramenti di motore necessari per non avere un gap rispetto alla concorrenza in rettilineo: «Su cosa si concentrerà esattamente la Kawasaki con la nuova moto non è ancora chiaro a noi della squadra. Ma credo che Kawasaki Japan abbia una visione molto chiara. Abbiamo bisogno di una moto diversa per il futuro. Se vuoi lottare per il titolo, devi essere alla pari con i tuoi rivali dal punto di vista tecnico. Se il vostro modello di omologazione ha 20 cavalli in meno, sarà una sfida molto difficile».

Il messaggio di Duinker è molto chiaro, anche se comunque nel 2019 Kawasaki si è confermata ad un alto livello e non a caso Rea ha vinto il quinto titolo WorldSBK consecutivo. Anche se sul dritto Kawasaki non è la migliore, nelle parti guidate rimane la migliore tra le mani del nord-irlandese.

Jonathan Rea Superbike
Jonathan Rea (Getty Images)