Tumore al seno, l’intelligenza artificiale Google per combattere la malattia

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Secondo uno studio nell’ambito della ricerca contro il tumore al seno, pubblicato su Nature, tra qualche anno l’intelligenza artificiale potrà sostituire l’attività dei radiologi: i ricercatori di Google hanno elaborato un modello di intelligenza artificiale in grado di ridurre i casi di falsi negativi.

Medico laboratorio
(Getty Images)

Un nuovo traguardo nella lotta contro il cancro quello raggiunto dai ricercatori Google i quali tra qualche anno potrebbero mettere in campo un eccezionale e rivoluzionario modello di intelligenza artificiale. Secondo uno studio pubblicato su Nature, riporta la redazione de Il Corriere Nazionale, sarebbe stato sviluppato un programma in grado di abbassare del 9,4 per cento i casi di falsi negativi nelle mammografie.

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Tumore al seno, intelligenza artificiale di Google ridurrà i falsi negativi

Attualmente, attraverso le mammografie non si è in grado di diagnosticare circa il 20% dei casi di tumore al seno, ma con questo nuovo modello di intelligenza artificiale, sperimentato dai ricercatori di Google, da qui a qualche anno sarà possibile ridurre del 9,4% i casi di falsi negativi. Stando a quanto riportato da Il Corriere Nazionale, l’intelligenza artificiale da qui a breve potrebbe sostituire o quanto meno supportare il lavoro dei radiologi considerata la fondamentale importanza di uno studio pubblicato su Nature. La ricerca in questioni è stata condotta dagli scienziati di DeepMind, un’impresa controllata da Alphabet (la holding di Google) a far data dal 2014, la quale ha utilizzato le mammografie anonime di oltre 28.000 donne riuscendo tramite il modello di intelligenza artificiale a ridurre i casi di falsi.

Il cancro al seno, riporta Il Corriere Nazionale, ad oggi è la seconda causa di morte nelle donne, dopo quello ai polmoni. Una tempestiva diagnosi, è la miglior difesa possibile, soprattutto per quanto riguarda la terapia da adottare. Il sistema di IA potrebbe inserirsi in un’ottica di sussidiarietà, utile a coadiuvare il lavoro dei radiologi che tramite un doppio controllo sarebbero in grado di ridurre i casi di falsi negativi, un mastodontico passo avanti. Dallo studio è, infatti, emerso che una doppia visione sarebbe in grado di far calare le imprecisioni e le inesattezze. Ovviamente, come spiegato dai ricercatori che hanno effettuato le sperimentazioni, saranno necessarie ulteriori ricerche, compresi studi clinici prospettici, per capire fino a che punto la tecnologia in questione possa essere utile ai programmi di screening del cancro al seno.

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(foto dal web)