Mangiare cibi scaduti, verità e falsi miti: tutto quello che c’è da sapere

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Spesso capita di consumare cibi scaduti: questa pessima abitudine non è sempre esente da rischi per la salute, bisogna prestare massima attenzione.

Cibi
(foto dal web)

Pur di evitare il cosiddetto spreco, spesso capita di mangiare dei prodotti ben oltre la loro data scadenza. Questa pessima abitudine, però, potrebbe causare un grave danno alla salute considerato che alcuni cibi dopo un determinato lasso di tempo non solo perdono le loro proprietà organolettiche, ma anzi si trasformano in bacino di muffe. Sin da subito è bene rappresentare che anche nel caso dei cibi congelati o in alimenti come zucchero, sale, vino ed aceto bisogna fare i conti con una scadenza che nel caso dei secondi è determinata più dalla loro conservazione che deve avvenire in determinate condizioni. Di seguito si riportano i gravi rischi a cui può andare incontro il nostro organismo una volta consumato un cibo scaduto, i falsi miti su alcuni prodotti e sulla loro asserita durevolezza.

Mangiare cibi scaduti: quando diventa un pericolo per la salute

Non sempre evitare gli sprechi è sinonimo di buon senso, specie se si parla di cibo scaduto: molto spesso il voler evitare di cestinare un prodotto, decidendo di consumarlo, non corrisponde ad una scelta intelligente. Ma prima di parlare delle conseguenze negative che determinati alimenti scaduti potrebbero avere sull’organismo è bene fare, come riporta il sito Melarossa, una distinzione. In primo luogo è necessario capire la differenza tra “da consumarsi preferibilmente” e “da consumarsi entro“. Nonostante possano sembrare dizioni simili in realtà hanno un significato ben distinto da dover tenere presente, soprattutto per quanto riguarda la seconda.  Ed infatti, in quel caso, ineludibilmente il prodotto non sarà più idoneo al consumo: superata la data di scadenza il cibo sarà altamente nocivo per la salute a causa dell’estrema proliferazione di batteri al suo interno. Potrebbe, dunque, divenire causa di tossinfezioni (come la salmonella) e intossicazioni alimentari (botulismo e stafilococco).

Nel caso invece di “da consumarsi preferibilmente” il termine non è perentorio. In questo caso, riporta il sito di Melarossa, il prodotto se conservato adeguatamente continua a mantenere le sue proprietà anche dopo la data di scadenza. Da quelle organolettiche a quelle nutrizionali il prodotto manterrà un’alta qualità. Ovviamente il periodo di consumo non può essere di molto superiore alla data di scadenza indicata in confezione: a risentirne maggiormente il gusto del prodotto. Nonostante ciò però mangiare cibi dopo la loro data di scadenza resta sempre un rischio: il termine per il consumo ha una funzione ben specifica ed è pensato, riporta Melarossa, per limitare i rischi di proliferazione dei batteri all’interno dei cibi. Ma qualora dovesse accadere le conseguenze possono essere delle più disparate, non è per forza detto che si contragga la salmonella ad esempio, ma è possibile qualcosa di più lieve come mal di pancia, vomito e diarrea.

Gli alimenti scaduti più rischiosi per la salute: i limiti del consumo dopo l’apertura

Ad essere particolarmente pericolosi per la salute sarebbero maggiormente formaggi freschi, proteine come carne e pesce, ed infine latte e uova, in ragione della loro origine animale che ne rende più facile il deterioramento. Stando a quanto riportato dal sito di Melarossa, il latte fresco, ad esempio, si deperisce in soli 2 giorni se bollito invece a stento riesce ad arrivare a 4 giorni. Una volta aperti i cibi iniziano il loro percorso di deperimento, pertanto, è consigliato verificare sulla confezione i tempi di conservazione: in linea di massima, riporta il sito Melarossa, non bisogna superare i 3/4 giorni e di norma vanno riposti in frigorifero dove le basse temperature rallentano la proliferazione di batteri. Attenzione, non si parla di un arresto ma solo di un lieve riduzione del tempo quindi un prodotto, quandanche si parla di congelamento, non può essere conservato all’infinito. Anche i surgelati posseggono, infatti, una data oltre la quale il prodotto rischia di essere nocivo per la salute seppur molto più lunga rispetto ad un cibo fresco.

Alimenti senza data di scadenza: vero o falso?

Opinione comune è che alcuni cibi non posseggono una data di scadenza come zucchero, sale, aceto, vino, pepe, peperoncino, tuttavia per questi particolari tipi di alimenti è necessario prestare massima attenzione alla loro conservazione. L’ossigeno la luce e la temperatura possono essere deleteri stando a quanto riporta il sito Melarossa. Sarebbe consigliabile, dunque, evitare l’esposizione ai raggi solari, mantenerli in un luogo asciutto e riporli all’interno di scaffali solo una volta che sono stati ben sigillati.

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Supermercato
(foto dal web)