Tumore, la chemioterapia si trasforma in pillola: terapia a casa

Per i pazienti affetti da tumore al polmone giunge un’importante novità: la chemioterapia si trasforma in pillola a basso dosaggio così da sostituire gli estenuanti cicli per via endovenosa.

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Per i soggetti affetti da tumore al polmone giunge un’importante novità: sarà possibile curarsi da casa attraverso l’assunzione di pillole tre volte a settimana in luogo dell’estenuante ciclo effettuato per via endovenosa in preposte strutture, come l’ospedale, ogni tre settimane. Soprattutto per gli anziani, questo potrebbe essere un grande vantaggio, considerato che anche il dosaggio è minore.

Tumore al polmone, la chemioterapia diventa una pillola assumibile da casa

Una grande novità per i malati di tumore al polmone: da oggi, riporta Il Corriere della Sera, grazie ad un recente studio, i pazienti affetti da tale terribile patologia potranno curarsi da casa. La chemioterapia, che canonicamente viene somministrata per via endovenosa una volta ogni tre settimane, si trasforma in pillole assumibili direttamente a domicilio. Il primo vantaggio è di certo quello di sottrarsi allo stress eccessivo a cui sottopone i pazienti una terapia chemioterapica, il secondo è che questo nuovo farmaco contiene un dosaggio tossico minore e viene diluito in un lasso di tempo maggiore. Lo studio, presentato durante l’ultimo congresso della Società Europea di Oncologia Medica a Barcellona, riporta Il Corriere della Sera, ha inoltre comprovato che con questo metodo si riuscirebbe a rallentare il tempo di progressione della malattia. Filippo de Marinis, direttore della Divisione di Oncologia Toracica all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, avrebbe affermato che la terapia in pillole aumenterebbe sensibilmente la qualità della vita dei pazienti affetti da tumore al polmone ed al contempo si configurerebbe come  un grande risparmio per il Servizio sanitario, poiché gli ammalati si recherebbero in ospedale solo per i controlli di routine.

Per comprovarne l’efficacia è stato svolto uno studio a livello europeo che ha coinvolto ben 165 pazienti colpiti da tumore al polmone che non potevano essere sottoposti alla canonica chemioterapia. La somministrazione del farmaco ha innanzitutto dimostrato, riporta Il Corriere della Sera, un netto calo degli effetti collaterali grazie alla posologia inferiore rispetto alla terapia standard e si è dimostrata più tollerabile soprattutto in soggetti anziani o affetti da altre patologie. Inoltre, tramite l’assunzione di pillole può essere eliminato il problema dell’infiammazione venosa causata dall’inserimento del cosiddetto port-a-cath un dispositivo che permette l’accesso venoso in fase di infusione nella chemio endovenosa.

Il presente articolo non ha carattere medico, ma uno scopo esclusivamente narrativo. Per tale ragione vi consigliamo di rivolgervi ad un medico riguardo qualsiasi problematica legata all’argomento in questione.

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