Italia, tutti i nodi che possono far cadere il governo

Reddito di cittadinanza governo
Conte e Di Maio (Getty Images)

Il premier Conte regge dopo l’ approvazione della legge di bilancio ma l’equilibrio rimane precario e sono vari i nodi che possono far cadere il governo

Il governo ha saputo resistere all’urto dell’approvazione non facile della legge di bilancio. Realizzare una giusta sintesi tra due fazioni diverse e che fino a poco meno di un anno fa si sono date gran battaglia sul panorama politico, non è cosa semplice. Giuseppe Conte sta facendo un lavoro di sintesi continuo ma sono tanti i nodi che nei prossimi mesi possono far cadere il governo. Gli divergenze restano su alcuni punti che nei prossimi mesi vanno necessariamente affrontati e qualcuno dovrà fare dei passi indietro più grandi dell’alleato di governo. Dall’altra parte c’è un’opposizione che spinge e che i sondaggi danno vincente in caso di politiche anticipate. Le continue prove elettorali provenienti dallo spezzatino delle regionali, sparse in tutto il calendario, non facilita le cose per il governo giallorosso.

Nodi interni ed esterni possono far crollare il governo

La prima vera prova per gli alleati di governo è la legge sulla prescrizione, andata in vigore dal primo di gennaio, secondo le previsioni della precedente coalizione di governo. Il ministro Bonafede, autore della legge che, dal primo grado blocca definitivamente la prescrizione, non ha intenzione di fare passi indietro. Il pd, invece, vorrebbe rivedere la norma e smussarne le conseguenze. Il timore è che si arrivi a processi eterni. Una proposta, in linea con quanto già in passato aveva ideato il piddino Orlando, sembra pronta sul tavolo di governo. Poi ci sono le vicende legate ad Atlantia e Ilva. Nel primo caso il Movimento non vuole fare passi indietro sulla revoca della concessione mentre l’alleato vorrebbe, anche in questo caso, trovare una soluzione più equilibrata. Sul fronte caldo dell’Ilva ancora non si è trovata una soluzione condivisa per tutte le parti in causa e non soltanto in riferimento agli alleati di governo. Poi vi sono le elezioni regionali in Emilia Romagna, storica roccaforte rossa che, in caso di passaggio al centrodestra, potrebbe avere ripercussioni sul governo. In ultima analisi, i referendum richiesti per la riduzione del numero dei parlamentari, fortemente voluta dai Cinque Stelle, e la riforma elettorale sul modello maggioritario che andrebbe a favorire il partito potenzialmente più forte, stando ai sondaggi, ossia la Lega. I nodi non sono pochi e il rischio che nei prossimi mesi possa cadere il governo sono reali.

Nicola Zingaretti nuovo segretario PD
Nicola Zingaretti nuovo segretario del PD (websource/archivio)

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