Secondo Alain Prost Charles Leclerc non ha bisogno di dimostrare di essere un campione. I due successi del 2019 sarebbero già la prova definitiva.  

Charles Leclerc (©Getty Images)

In mezzo ai regali di Natale il monegasco della Ferrari ne ha trovato uno molto speciale.  Stiamo parlando ovviamente del rinnovo con la scuderia fino al 2024 e l’adeguamento dello stipendio a 9 milioni di euro a salire progressivamente. Un attestato di fiducia, quello ricevuto dal #16, che se per alcuni necessità di risposte da parte del 22enne, per il Professore è del tutto meritato.

A convincere al 100% il grande rivale di Senna sarebbero state le due vittorie conquistate l’anno scorso dal Principino al ritorno delle vacanze estive, in Belgio, ma soprattutto a Monza, dove l’inno di Mameli non suonava dal 2010.

Parlo spesso con Leclerc“, ha dichiarato Prost ad Auto Hebdo. “E la prima cosa che mi fa credere che siamo davanti ad un campione è come ancora giovane e inesperto sia riuscito a convincere Maranello a puntare su di lui. Correre per il Cavallino significa avere una pressione incredibile addosso. Tuttavia, da quanto ha mostrato la passata stagione possiamo affermare che la mossa della Rossa sia stata giusta“.

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A mio avviso Charles ha già acquisito i gradi che merita e possiamo quasi sbilanciarci a dire che dall’Australia sarà il numero uno del team. Essere riuscito ad imporsi come aveva fatto Vettel nel suo primo mondiale con l’equipe modenese è stato di certo positivo“, ha proseguito nella sua riflessione l’ex pilota francese oggi ambasciatore Renault. “Poco importa che in qualche gara sia stato meno veloce di Sebastian. Ha dato comunque prova di grande maturità e in diverse occasioni non ha esitato ad imporsi. A volte quando sentivo i suoi messaggi radio commentavo tra me e me: “Com’è sfrontato questo ragazzo!”“, ha quindi concluso ricordando i vari episodi di insubordinazione di cui si è reso protagonista il campione F2 2017 nel suo campionato d’esordio in rosso.

Charles Leclerc (Foto Ferrari)
Charles Leclerc (Foto Ferrari)

Chiara Rainis