I diritti dell’assistente educativo culturale non sono riconosciuti: ce ne parla il portavoce comitato AEC, che ha proposto al Comune di Roma una soluzione.

assistente educativo culturale roma
Sciopero degli assistenti educativi culturali a Roma (Foto Facebook)

Gli Assistenti Educativi Culturali (AEC) svolgono un ruolo importante all’interno degli istituti scolastici. Affiancano gli alunni in numerose attività, a seconda del tipo e del grado di disabilità, ma il loro lavoro non è riconosciuto come dovrebbe. Ce ne parla Germano Monti, portavoce comitato AEC – Assistente Educativo Culturale romano.

Essere un assistente educativo culturale a Roma: la lotta per l’internalizzazione, INTERVISTA a Germano Monti

Fino al 1999-2000 questo tipo di servizio era di competenza del comune di Roma, poiché i servizi di tipo assistenziale educativo sono competenza degli enti locali. Nel 1999 invece di assumere personale, il Comune ha deciso di esternalizzare il servizio affidandolo alle cooperative. All’inizio i dipendenti erano misti, 350 comunali e 350 esterni mentre dal 2000 in poi il servizio è stato affidato completamente alle cooperative. Attualmente gli AEC comunali sono veramente pochissimi.

-Voi AEC vorreste ritornare ad essere dipendenti comunali, perché?

Perché non vengono garantiti attualmente i nostri diritti. Ad esempio noi veniamo pagati esclusivamente quando la scuola è aperta. Durante l’estate noi non veniamo pagati ma rimaniamo comunque col contratto a tempo indeterminato quindi non percepiamo né reddito né la disoccupazione. I giorni di ferie sono parametrati su nove mesi invece che su dodici dunque sono di meno. Se la scuola è chiusa per un’emergenza, ad esempio per l’emergenza maltempo, noi non veniamo pagati, così come se gli allievi che stiamo seguendo sono assenti. Questo si riflette sul servizio perché in queste condizioni non si riesce a lavorare al meglio.

-In questa battaglia siete stati appoggiati da qualche sindacato?

Noi ci siamo organizzati come Comitato AEC romano e abbiamo utilizzato la delibera d’iniziativa popolare, uno strumento che, superate le 5000 firme raccolte, funge da vera e propria delibera che il comune è obbligato a votare, anche se non è detto che voterà in modo favorevole.Noi ne abbiamo raccolte 12000, grazie alla grande solidarietà da parte delle famiglie e delle scuole. La delibera è stata consegnata a giugno e a dicembre era prevista la messa ai voti. Nel frattempo però si è aperto un tavolo di trattative con gli Assessori Veronica Mammì e Francesco De Santis l’11 dicembre, il giorno prima dello sciopero generale. L’esito è stato positivo e il 10 gennaio avremo un nuovo incontro in cui inizieremo a parlare di quando e quanti dipendenti internalizzare. La calendarizzazione della delibera è stata di conseguenza sospesa. 

Al di là di quanti lavoratori riusciranno a migliorare le loro condizioni contrattuali, questa storia è un esempio positivo di lotta comune di persone che non si rassegnano e provano ad ottenere ciò che è loro dovuto attraverso mezzi legali e pacifici.

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Teresa Franco

sciopero AEC
Sciopero degli AEC romani presso Piazza del Campidoglio (Foto Facebook)

Potete seguire le iniziative del Comitato Romano AEC sulla sua pagina Facebook.