Ragazze investite, il racconto di chi era in macchina con Pietro Genovese

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Tommaso Edoardo Fornari e Davide Acampora sono i due giovani che erano in macchina con Pietro Genovese al momento dell’incidente avvenuto in Corso Francia: secondo il loro racconto le due ragazze investite sarebbero sbucate all’improvviso.

(foto dal web)

Proseguono le indagini sull’incidente avvenuto in Corso Francia la notte tra sabato 21 e domenica 22 dicembre in cui due 16enni hanno perso la vita. I racconti si susseguono e le dichiarazioni di chi dice di essere stato testimone dell’occorso confluiscono nei fascicoli d’indagine. Stando a quanto riportato da La Repubblica, i due giovani in macchina con Pietro Genovese, il ragazzo accusato di omicidio stradale plurimo, avrebbero affermato che le vittime sarebbero sbucate all’improvviso. Si aggiungono inoltre testimonianze discordanti in ordine all’attraversamento o meno delle giovani sulle strisce pedonali.

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Ragazze investite, il racconto di Tommaso Edoardo Fornari e Davide Acampora gli amici di Pietro Genovese in macchina con lui

Tommaso Edoardo Fornari e Davide Acampora sono i due giovani che al momento dell’incidente avvenuto in Corso Francia la notte tra sabato 21 e domenica 22 dicembre si trovavano in macchina con Pietro Genovese: il primo si trovava seduto nei sedili posteriori del suv, mentre l’altro era davanti, lato passeggero. Il loro racconto, poco dopo il terribile incidente, è stato verbalizzato dai vigili urbani i quali hanno poi trasmesso le deposizioni alla Procura di Roma  che ha fissato il loro interrogatorio per venerdì 3 gennaio mentre quello di Pietro Genovese per il 2.

Fornari avrebbe dichiarato, stando a quanto riferisce La Repubblica, che Pietro Genovese dopo il violento impatto avrebbe proseguito la marcia per altri 200 metri: “Fermati, ferma: ho sentito gridare questo quasi nello stesso istante in cui ho udito un fortissimo botto alla macchina. Pietro ha continuato a guidare per altri duecento metri circa ma aveva cambiato faccia. Era come un autonoma, non sembrava in sé, anzi sembrava proprio non capire più niente“. Davide Acampora avrebbe, sin da subito, dichiarato che sarebbe stato impossibile evitare l’impatto considerato che le due giovani sarebbero sbucate all’improvviso: “Era impossibile evitare quello che è successo – riporta La Repubblica – le due povere ragazze sono sbucate all’improvviso. Venivamo da un semaforo verde, non andavamo fortissimo ma avevamo preso velocità quando stavamo all’altezza del semaforo successivo. Eravamo sulla corsia di sorpasso, alla nostra destra ho notato un’auto che ha rallentato, senza capirne il motivo e subito dopo correvano davanti a noi le due ragazze“.

Una ricostruzione del sinistro che pare essere stata accolta dal Gip Bernadette Nicotra, la quale, nell’ordinanza di custodia cautelare con cui sono stati disposti i domiciliari per Pietro Genovese, avrebbe sottolineato un concorso delle vittime nella causazione dell’incidente mortale. Per il giudice il fatto che le due giovani avrebbero incautamente attraversato con il rosso, di notte e con la pioggia avrebbe reso inevitabile la tragedia. Circostanza, che per ovvie ragioni, non viene accettata dalle famiglie delle vittime e dai loro legali i quali affermano che ci sarebbero testimoni pronti ad affermare il contrario, ossia che le due 16enni erano sulle strisce pedonali. Il giudice, tuttavia, su questa circostanza si è espresso con formula dubitativa, affermando che le ragazze “attraversavano presumibilmente senza far uso dell’attraversamento pedonale” in quanto tale circostanza non è risultata accertata. Sul punto numerose e discordanti le testimonianze susseguitesi: due persone affermano di aver visto le vittime fuori dalle zebre, una che invece vi camminavano sopra, una quarta dice di non ricordare tale particolare. A queste deposizioni si sommano poi quelle di altri automobilisti in particolare due donne che giorni fa si sono recate presso le autorità dichiarando che anche loro avrebbero urtato i corpi delle giovani riversi sull’asfalto. Per il medico legale Luigi Cipolloni, tuttavia, solo l’urto con la Renault Koleos di Pietro Genovese sarebbe stato fatale alle due giovani.

La Procura per tentare di ricostruire l’accaduto ha disposto il sequestro di una telecamera di un esercizio commerciale, allocata proprio nel punto dell’impatto: per tale ragione l’avvocato Giulia Bongiorno, legale della famiglia Von Freymann ha già nominato un consulente per avviare le indagini difensive.

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Polizia Locale Roma
Polizia Locale Roma (foto dal web)