La Ferrari è stata illusa dalla superiorità nei test invernali, ma poi ha recuperato molto durante la stagione sulla Mercedes, precisa Mattia Binotto

La Ferrari di Charles Leclerc (Foto Ferrari)
La Ferrari di Charles Leclerc (Foto Ferrari)

Non si può certo affermare che la stagione 2019 appena conclusa del Mondiale di Formula 1 sia stata ricca di soddisfazioni per la Ferrari. Anzi, la classifica finale, in cui Charles Leclerc e Sebastian Vettel hanno concluso rispettivamente al quarto e al quinto posto, dietro anche alla Red Bull di Max Verstappen, è stata sicuramente molto inferiore alle aspettative.

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Eppure il team principal Mattia Binotto ci tiene a sottolineare che, nel corso dell’ultimo campionato, non è stato tutto da buttare per la Rossa di Maranello: “Tre vittorie, nove pole position e 406 giri in testa nell’ultima stagione”, è il bilancio elencato ai microfoni della rivista specializzata tedesca Auto Motor und Sport.

Ferrari illusa dai test invernali

Il problema, semmai, è nato già dall’inverno scorso, da quei test invernali dominati dalla SF90 e che avevano inevitabilmente illuso i ferraristi, salvo poi non trovare riscontro quando è iniziato il vero e proprio calendario agonistico: “All’inizio eravamo mezzo secondo più veloci di tutti gli altri”, prosegue Binotto, “poi la Mercedes si è avvicinata ma i feedback avuti dai piloti ci hanno dato l’impressione di avere tra le mani una macchina in grado di vincere. Ci è voluto troppo tempo per accettare che la nostra vettura era troppo lenta. E c’è voluto del tempo per correggere gli errori”.

Insomma, la Ferrari si è fatta trarre in inganno dagli illusori risultati delle prove e poi ha iniziato la sua rincorsa quando ormai il treno del titolo mondiale era passato. Ma ciò non significa, come l’ingegnere italo-svizzero tiene a rimarcare, che i suoi tecnici non siano comunque stati in grado di ridurre notevolmente il divario dalla Mercedes nel corso della stagione.

“Il team era sottoposto ad una grande pressione e ha reagito con calma, rapidità e in maniera corretta”, conclude Binotto. “All’inizio della stagione eravamo lontani in curva sei decimi di secondo, a fine campionato abbiamo ridotto il divario a soli due decimi”. Da questa capacità di reazione deve ripartire la Ferrari nel 2020. Sfornando una macchina che mantenga la superiorità del motore, ma che lavori positivamente anche sul carico aerodinamico.

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Le Ferrari di Sebastian Vettel e Charles Leclerc (Foto Ferrari)
Le Ferrari di Sebastian Vettel e Charles Leclerc (Foto Ferrari)