Gaia e Camilla, il teste: “Quello che ho visto è incredibile“

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Gaia e Camilla, il testimone: “Quello che ho visto è incredibile“

Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli
Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli (foto dal web)

 

Dopo la tragedia della morte prematura di Gaia e Camilla, è arrivato il momento delle indagini. Pietro Genovese, il ragazzo che era alla guida della macchina che ha travolto le due ragazze, sarà interrogato il 2 gennaio e nell’attesa a parlare è stato il testimone. Davide, 20 anni, studente di Economia dei Parioli, si trovava accanto a Pietro Genovese, il suo migliore amico, quella maledetta notte. “Io e Pietro ci conosciamo dalle elementari, abbiamo condiviso tutto insieme” comincia così, con un filo di voce e fermandosi spesso per trattenere le lacrime. “Quelle due ragazze sono sbucate all’improvviso, correvano mano nella mano. Mi creda, era impossibile evitarle. Pioveva, era buio, ma ricordo perfettamente cos’è successo: ho visto due sagome apparire dal nulla e poi il corpo di una di loro rimbalzare sopra il cofano”.

L’interrogatorio a Pietro Genovese fissato, ecco i periti –> LEGGI QUI

Davide: “Ricordo di aver visto due macchine investirle di nuovo”

Davide racconta tutto nei minimi dettagli: erano stati a casa di amici dove avevano festeggiato per il ritorno di un amico dall’Erasmus. Avevano bevuto soltanto qualche bicchiere di vino quando Pietro, Davide e un altro ragazzo (che non ha visto nulla al momento dell’incidente perché stava mandando un messaggio con il cellulare) sono andati via. “Anche volendo non avremmo potuto correre. Su Corso Francia era appena scattato il semaforo verde e l’auto era ripartita da poco” racconta, prima di passare al momento dell’incidente. “Mentre passavamo davanti ad una macchina che aveva rallentato alla nostra destra sono sbucate due sagome. Correvano. Credo volessero scavalcare il guardrail per raggiungere l’altro lato della strada. Ricordo di aver sentito un botto tremendo. E di aver visto una sopra il cofano dell’auto. Tutto è successo in una frazione di secondo”.

Pietro Genovese aveva da poco ripreso la patente che l’era stata sottratta per possesso di stupefacenti, per ben due volte: l’amico lo difende dicendo che in macchina gli avevano trovato una canna e che ogni tanto capitava che andasse un po’ veloce, ma non era uno spericolato. “Quello che è successo non si poteva evitare. “Io sono sceso di corsa dalla macchina e ho visto il corpo di una delle due ragazze per terra, mi sono avvicinato per sentire il battito ma non si muoveva. Poco più avanti mi sono accorto che c’era anche un’altra ragazza. Le macchine continuavano a camminare, ricordo di aver visto una, forse due macchine investirle di nuovo”.

Da allora Davide non è riuscito più a tornare sul luogo dell’incidente, è uscito di casa soltanto una volta per andare a trovare il suo migliore amico che è sotto shock dall’incidente. “Sta malissimo, piange tutto il giorno, siamo molto preoccupati per lui. Sono distrutto, da quella sera io, Pietro ed Edoardo non dormiamo più, non mangiamo più, ma siamo vivi. Quando me la sentirò la prima cosa che voglio fare è portare una corona di fiori a Corso Francia. Gaia e Camilla avevano solo pochi anni meno di me. Quello che è successo è un dramma per tutti”.

Lo striscione dedicato a Gaia e Camilla
Lo striscione dedicato a Gaia e Camilla (foto dal web)