Verstappen attacca i commissari: “Sono come gli arbitri di calcio”

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Diventato famoso per le sue manovre al limite in pista, Max Verstappen ha criticato la scarsa coerenza dei commissari della F1 e delle penalità impartite.

Max Verstappen (©Getty Images)
Spesso protagonista di episodi al limite della correttezza il #33 della Red Bull, pur avendo dimostrato di aver parzialmente imparato la lezione ricevuta nelle due giornate di servizi sociali al seguito della FIA non si è smentito neppure nella stagione e chiamato a dire la sua sul metodo di giudizio del collegio giudicante al seguito dei diversi GP non le ha mandate a dire.

Il Circus ormai è come il calcio. Si hanno sempre arbitri differenti, per cui qualcuno ti dà il cartellino giallo più facilmente rispetto ad altri. È la stessa cosa. Ovviamente c’è un regolamento, ma anche gli steward hanno un minimo di voce in capitolo al momento di applicarlo. Quando si gioca in Champions League o in Premier League, l’arbitro può essere diverso. A volte ti arriva con un cartellino giallo, altre per il medesimo fallo il rosso e tu rimani sorpreso” , la considerazione dell’olandese riportata da Motorsport.com.

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Per cercare di rendere il sistema delle punizioni più comprensibile ai piloti e al popolo della F1, dopo la pausa estiva, il direttore di gara Michael Masi aveva deciso di introdurre la bandiera bianco-nera a mo’ di monito per chi teneva comportamenti borderline, ma in realtà da Monza in avanti non è stata molto utilizzata.

Quando sei dalla parte sbagliata della penalità è sempre male, a meno che tu non abbia fatto davvero qualcosa di brutto e non puoi accettarlo, tuttavia quando è come il 50/50 e ricevi la penalità, ti chiederai costantemente il perché”, ha proseguito nella sua disamina Mad Max finendo però per spezzare una lancia nei confronti dei marshal. “Sono stato nella loro stanza al round di Formula E di Marrakech e ho visto come lavorano. Non è facile. Anche senza voler punire nessuno, devono farlo per applicare le regole. Forse alcune dovrebbero essere riscritte in diversamente“, ha terminato il discorso con un consiglio.

(©Getty Images)

Chiara Rainis