Il gip analizza nel dettaglio alcuni dettagli sul caso di Gaia e Camilla, le due ragazze investite ed uccise da Pietro Genovese. Focus su quest’ultimo.

ragazze investite
Al vaglio alcuni dettagli su Pietro Genovese riguardo alle due ragazze investite ed uccise FOTO tuttomotoriweb

Pietro Genovese, autore materiale dell’incidente con le due ragazze investite ed uccise allo scoccare di domenica 22 dicembre, è finito agli arresti domiciliari. Tuttavia il gip ha sottolineato come ci sia il bisogno di dover chiarire alcuni aspetti. In virtù di ciò la posizione del 20enne Pietro, figlio del regista Paolo Genovese, potrebbe addirittura alleggerirsi. Infatti secondo i suoi avvocati difensori, un peso importante sull’incidente l’avrebbe il fatto che Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, le due ragazze investite, hanno attraversato con il semaforo dei pedoni fermo sul rosso. E probabilmente erano anche lontane dalle strisce pedonali. Poi però non mancano alcuni aspetti imputabili in maniera evidente al 20enne alla guida di un suv. Che si trova agli arresti con l’accusa di duplice omicidio stradale e con il rischio che possa rimettersi alla guida nonostante gli sia stata tolta la patente.

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Ragazze investite, impossibile per ora capire quando Genovese abbia assunto la droga

Sembra altrettanto evidente che Genovese stesse procedendo a velocità anche di molto superiore al limite di 50 km orari imposto all’interno dei centri abitati. L’impatto in Corso Francia a Roma presenta segni sulla sua vettura che testimoniano di un colpo molto forte. Lui poi ha prestato soccorso fermandosi. Ed anche se gli è stato trovato un tasso alcolemico pari a 1.4, superiore non di poco al limite di legge fissato a 0.5 (0 g/l per i neopatentati come Genovese) non è possibile affermare con certezza che fosse sotto l’effetto di droga. Tracce di stupefacenti nel suo sangue ce ne sarebbero (cannabis e cocaina nello specifico). Ma sussisterebbe l’impossibilità di poter affermare che l’assunzione degli stessi sia stata recente. L’assunzione potrebbe risalire anche a giorni prima.

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Per il gip “Gaia e Camilla imprudenti”

Nella sua ordinanza il gip parla di un “ragazzo in evidente stato confusionale e con alito vinoso. Ma si parla anche di una “condotta vietata ed incautamente spericolata da parte delle due vittime. Che hanno avuto così un concorso di causa al sinistro mortale”. Oltre ad attraversare la carreggiata con semaforo rosso per i pedoni, le due avrebbero anche scavalcando un guardrail mentre stava piovendo. Sotto accusa comunque anche la scarsa illuminazione, definita “colposamente insufficiente”. Infine, pare che con Pietro Genovese ci fossero anche due suoi amici. A lui era anche stata ritirata la patente una volta in passato, per essere stato fermato (a piedi) con addosso dell’hashish. Rischia 18 anni di carcere per duplice omicidio stradale. Ma il solo fatto di non poter dimostrare al momento che fosse sotto l’effetto anche di droga potrebbe valergli come parziale attenuante.