Nicolas Todt, figlio del presidente Fia Jean e manager di Charles Leclerc, racconta il difficile inizio di carriera del suo pupillo

Charles Leclerc (Foto Charles Coates/Getty Images)
Charles Leclerc (Foto Charles Coates/Getty Images)

Se Charles Leclerc è diventato il pilota rivelazione dell’ultima stagione di Formula 1, capace di convincere tutti gli addetti ai lavori solamente al suo secondo anno nel Mondiale e al primo al volante della Ferrari, è stato sicuramente grazie al suo talento cristallino, alla sua velocità indiscutibile e alla sua assenza di timori reverenziali negli scontri con i suoi più esperti rivali.

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Ma un ruolo importante lo ha indubbiamente giocato anche il suo manager Nicolas Todt, l’uomo grazie al quale il Piccolo principe è riuscito a compiere questa accelerazione fulminante nella sua carriera. Il figlio del presidente della Federazione internazionale dell’automobile, Jean Todt, ha infatti rivelato un retroscena incredibile degli anni della gioventù del pilota monegasco.

Quando Todt incontrò Leclerc, ai tempi in cui correva nei kart, quel giovanissimo emergente stava per essere costretto ad appendere il casco al chiodo anticipatamente, a causa di problemi economici: “Charles è il pilota di cui sono più orgoglioso”, ha raccontato Nicolas ai microfoni della testata specializzata tedesca Motorsport Magazin. “Ho messo sotto contratto Charles quando aveva 14 anni. Stava per smettere perché non aveva soldi e ho deciso di aiutarlo. L’ho portato in Ferrari qualche anno fa e oggi è titolare nel team. Abbiamo iniziato presto con lui ed è una delle cose che amo del mio lavoro”.

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L’ispirazione di Michael Schumacher

Nicolas Todt ha un modello di riferimento ben preciso, quando si parla di piloti, che forse ha trasmesso indirettamente anche al suo pupillo Charles Leclerc. E non si fa problemi a dichiararlo in maniera palese: si tratta del leggendario sette volte campione che portò la Ferrari di suo padre sul tetto del mondo. “Il pilota più impressionante che ho mai incontrato è stato Michael Schumacher”, prosegue Todt Jr. “Sono felice di conoscerlo molto bene e di averlo come amico. E dico questo per tutto ciò che rappresenta: non solo il talento, ma anche l’etica lavorativa di non mollare mai, la sua attitudine”.

Nicolas ricorda bene i tempi di Kaiser Schumi alla Rossa: “Ricordo quando Michael era alla Ferrari e la macchina aveva molti problemi. Ha sempre supportato la squadra. Molti piloti avrebbero detto: ‘La macchina non va’. Ma lui no, ha sempre dato una mano e supportato il team con professionalità. Era un leader. Essere veloce è una cosa, ma avere carisma e l’attitudine da leader è un’altra. Ho incontrato poche persone come lui, per me è un modello per tutti i piloti”. Ora, anche per la nuova generazione della Ferrari.

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Nicolas Todt, manager di Charles Leclerc (Foto Paul Gilham/Getty Images)
Nicolas Todt, manager di Charles Leclerc (Foto Paul Gilham/Getty Images)