Caso Vannini, nuove intercettazioni: “La prima cosa da fare è togliersi tutte le proprietà”

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L’inviato de Le Iene Giulio Golia ha proposto in un servizio nuove intercettazioni della famiglia Ciontoli a pochi giorni dalla morte di Marco Vannini.

Marco Vannini
Marco Vannini (foto dal web)

L’inviato de Le Iene Giulio Golia ha realizzato un nuovo servizio sull’omicidio di Marco Vannini, il ragazzo morto dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola mentre si trovava in casa della fidanzata. Nel servizio della trasmissione Mediaset vengono mandate in onda nuove intercettazioni della famiglia Ciontoli, a pochi giorni dalla tragedia, che non sono entrate nel processo, poiché ritenute non rilevanti

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Omicidio Marco Vannini: Le Iene mandano in onda nuove intercettazioni non entrate nel processo

Dopo quelle mandate in onda nei giorni scorsi, Le Iene hanno proposto nuove intercettazioni sul caso Marco Vannini, intercettazioni che non sono confluite nel processo poiché ritenute irrilevanti. La prima è quella di una conversazione intercorsa tra Federico Ciontoli ed il nonno paterno a pochi giorni dalla tragedia: “La mamma e il padre di Marco – dice il nonno di Federico, Salvatore Ciontoliè il caso di contattarli“, il nipote però gli risponde: “Loro hanno espresso la volontà comunque di non vederci” a questo punto il nonno spiega: “Dovete assolutamente strisciare ai loro piedi, fare capire con sincerità che la cosa è avvenuta inavvertitamente e che voi siete profondamente addolorati e colpiti. Dovete umilmente prostrarvi ai piedi dei genitori di Marco perché se questi si presentano e ricorrono come parte civile a tuo padre lo mettono col sedere sotto il marciapiedi. La prima cosa che deve fare tuo padre è togliersi tutte le proprietà, tutto ciò che ha vicino a lui che in caso di risarcimento danni…Capito?“. La strategia suggerita da Salvatore Ciontoli, come spiega nel servizio Giulio Golia, sembrerebbe essere messa in atto. Questa circostanza emergerebbe da un’altra intercettazione di una conversazione tra Antonio Ciontoli ed il cognato, Zio Peppe, avvenuta il 22 maggio 2015, a pochi giorni da quanto accaduto. Ciontoli riferisce al cognato di essersi visto con l’avvocato e racconta quanto si sono detti: “Ho praticamente chiesto un po’ di cosucce, per quanto riguarda eventuale risarcimento danni. La cosa essenziale è che loro si possono avvalere solo sui miei averi: sul 50% della casa di Ladispoli, le macchine…“. La questione, spiega Giulio Golia nel servizio, sembra preoccupare molto i Ciontoli e qualche giorno dopo Maria Pezzilo chiama alla banca: “Buongiorno -si sente in un’intercettazione del 27 maggio tra la moglie di Antonio Ciontoli ed un operatoresono la signora Maria Pezzillo, volevo chiederle se fosse possibile prendere appuntamento per domani mattina per effettuare un’operazione: noi dovremmo lasciare il conto che abbiamo a nome di mio marito e aprirne un altro a nome mio sul quale bisognerebbe portare questi soldi“. Nei giorni scorsi la famiglia si muove per cambiare tutte le intestazioni: Enel, Sky e Telepass a cui viene comunicato il nuovo IBAN. I Ciontoli vengono condannati ad una provvisionale di 200mila euro a testa per i genitori di Marco Marina e Valerio, risarcimento che non è ancora stato versato. In merito ai microfoni de Le Iene, i genitori di Marco hanno affermato: “Quando ho sentito il giudice che diceva a livello civile saremo risarciti di 200mila euro, io non voglio i soldi, voglio la giustizia, voglio che questi vadano in galera perché hanno ammazzato un ragazzo di 20 anni“. La madre di Marco, Marina Conte, poi, in lacrime spiega: “Penso sempre a quella notte, a quello che è successo. Quando la mattina si svegliava e mi dava il buongiorno era tutto per me e adesso che devo fare? Entrare in cameretta e dargli il buongiorno guardando la foto? Mi logora non potergli dare la giustizia che gli ho promesso, lui era il principe in casa nostra, non abbiamo più niente né io né mio marito. Valerio ogni tanto prende la moto perché dice di sentire Marco perché lui era appassionato di moto, ma lui non c’è. Mi manca il contatto fisico con mio figlio“. A febbraio sul caso si esprimerà la Corte di Cassazione dopo le sentenze della Corte d’Appello d’Assise di Roma che ha condannato Antonio Ciontoli a 5 anni di carcere per omicidio colposo, mentre la moglie Maria e i figli Federico e Martina a 3 anni.

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