Morbo di Crohn: la patologia che colpisce l’apparato digerente

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Il morbo di Crohn è una malattia che causa l’infiammazione cronica dell’intestino giungendo poi a colpire tutto il tratto gastrointestinale: una patologia che comporta forti dolori.

Intestino Morbo di Crohn
(foto dal web)

Il morbo di Crohn è una malattia che colpisce l’apparato digerente tramite l’infiammazione cronica dell’intestino, soprattutto dell’ileo e del colon. A caratterizzare la patologia la formazione di ulcere che se non curato possono sfociare in fistole la cui rimozione può avvenire solo chirurgicamente.

Il morbo di Crohn: diagnosi, sintomi e cura

Il morbo di Crohn è un’infiammazione cronica intestinale che colpisce l’intestino. I sintomi, campanelli d’allarme, per effettuare una diagnosi sono dolore nella parte addominale, diarrea cronica, perdita di peso e febbre costante. Stando a quanto riporta dalla redazione di Humanitas, il morbo può arrivare ad interessare anche la regione anale comportando l’insorgenza di fistole o ascessi la cui rimozione dovrà avvenire chirurgicamente. La malattia di Crohn grazie alle ultime scoperte mediche è diventata più gestibile rispetto al passato non intaccando il regolare svolgimento della vita quotidiana di chi ne è affetto.

Quali siano i fattori o le cause che ne determinano l’insorgenza rimane ancora un punto oscuro. Stando a quanto riportato dal sito di Humanitas, potrebbe parlarsi di un mix di fattori tra cui ovviamente la predisposizione genetica, il fumo, fattori ambientali ed una corrotta flora intestinale. In base a dove è localizzato, riporta Humanitas, variano i sintomi: quelli più comuni e frequenti però sono quelli poc’anzi descritti. In alcuni casi, tuttavia, la malattia non da alcun segnale e viene scoperta solo casualmente.

Per poter giungere ad una diagnosi del morbo, riporta Humanitas, vi sono diversi esami:

  • Colonscopia: è un esame atto a verificare le condizioni della mucosa intestinale e verificare se vi sono alterazioni del tratto;
  • Ecografia delle anse intestinali: test di natura non invasiva;
  • Risonanza magnetica addominale con contrasto: individua l’infiammazione e permette di individuare il grado della sua estensione;
  • Entero-TC con di contrasto: identico alla risonanza solo che vengono impiegati raggi X;
  • Esofagogastroduodenoscopia;
  • Enteroscopia con videocapsula: è un esame utile a diagnosticare lesioni del piccolo intestino;
  • Esplorazione chirurgica sotto anestesia che sarebbe utile sia per effettuare la diagnosi che curare la malattia.

La cura, che può essere farmacologica o chirurgica, tende ad eliminare l’infiammazione agendo sull’intestino ed il sistema immunitario.

Il presente articolo non ha carattere medico, ma uno scopo esclusivamente narrativo. Per tale ragione vi consigliamo di rivolgervi ad un medico qualora doveste riscontrare l’insorgenza di qualsiasi problematica legata all’argomento in questione.

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Malattie
(foto dal web)