Tumore al polmone: in Italia l’80% dei casi scoperti troppo tardi

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Durante i primi mesi dell’anno prossimo, nascerà la Risp, una rete che avrà l’obiettivo di contrastare il tumore al polmone cercando di anticipare le diagnosi. Lo studio su cui si baserà la rete coinvolgerà i soggetti più a rischio, ovvero i fumatori.

cancro alla vescica
(foto dal web)

In Italia ogni anno vengono effettuate 42500 diagnosi di tumore al polmone, ma oltre l’80% dei nuovi casi viene individuato troppo tardi riducendo così le possibilità di cure efficaci. Considerati questi dati, secondo gli esperti, come riporta la redazione de Il Corriere della Sera, è necessario far sì che le diagnosi vengano effettuate in tempo soprattutto per quei soggetti che sono considerati a rischio, come per esempio i fumatori. Per tale ragione, all’inizio del prossimo anno verrà avviato uno studio internazionale con l’obiettivo di raccogliere 24mila fumatori in sei diversi stati Europei, tra cui l’Italia.

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Tumore al polmone: nasce la Risp, una rete con l’obiettivo di contrastare la patologia che colpisce circa 42mila italiani all’anno

All’inizio del prossimo anno nascerà in Italia la RISP (Rete Italiana di Screening Polmonare), una rete che si baserà su uno studio internazionale con l’obiettivo di contrastare la diffusione del tumore al polmone ed anticipare le diagnosi attraverso un nuovo screening, effettuato mediante la Tac spirale a basso dosaggio e di alcuni biomarcatori. Secondo quanto riportato dalla redazione de Il Corriere della Sera, lo studio nasce a seguito dei numeri raccolti sui soggetti affetti dalla patologia: in Italia sono 42.500 le diagnosi all’anno di tumore al polmone, ma oltre l’80% dei nuovi casi viene individuato troppo tardi, causando una riduzione della possibilità che le cure siano efficaci. Secondo gli esperi, riporta Il Corriere, è necessaria dunque una diagnosi in anticipo soprattutto per quei soggetti considerati a rischio, come i fumatori. È nata per queste ragioni la decisione di creare questo studio internazionale che raccoglierà 24mila fumatori, over 50 che consumano almeno un pacchetto di sigarette al giorno, in sei paesi diversi dell’Europa: Italia, Paesi Bassi, Germania, Regno Unito, Francia e Spagna. In Italia, riporta Il Corriere della Sera, l’obiettivo è quello di reclutare almeno 10mila partecipanti grazie al coinvolgimento diretto dei medici di famiglia della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie). Nel nostro paese la rete verrà realizzata e coordinata dall’Istituto Nazionale Tumori di Milano attraverso un finanziamento dell’Unione Europea e con il sostegno del Ministero della Salute. In merito il dottor Ugo Pastorino, Direttore della Chirurgia Toracica alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano, ha spiegato: “Si calcola che in tutta Italia siano oltre 600mila i forti fumatori over 55 potenziali candidati allo screening polmonare – riporta Il Corriere della Sera. È dimostrato come l’utilizzo della TAC spirale a basso dosaggio possa portare a un trattamento tempestivo con una possibile riduzione della mortalità del 50%. Nonostante le nuove cure, il carcinoma polmonare rimane ancora oggi uno dei big killer nel nostro Paese. Ogni anno provoca oltre 33mila decessi ed è la seconda neoplasia più frequente tra gli uomini, la terza invece per le donne. In particolare tra il genere femminile il numero di nuovi casi l’anno risulta in forte crescita: solo 13mila nel 2019. Dev’essere una delle priorità della comunità scientifica contrastare questa patologia oncologica e ciò può avvenire anche attraverso il perfezionamento degli strumenti diagnostici, oltre che di quelli terapeutici. Con questo studio -conclude il dottor Pastorino- vogliamo ottenere nuove evidenze scientifiche, consolidando le nostre conoscenze su esami efficaci e salvavita“. La Rete si è prefissata come obiettivo anche quello di contrastare il fumo, tra i principali fattori di rischio oncologico, coinvolgendo i medici di famiglia per cercare di sensibilizzare gli italiani non più giovanissimi a smettere di consumare sigarette: “Nonostante le innumerevoli campagne informative –spiega al Corriere il dottor Ovidio Brignoli, vice presidente della SIMG- sono ancora oltre 11,6 milioni i fumatori nel nostro Paese. Di questi oltre il 21% è un forte fumatore, in quanto consuma al giorno almeno 20 sigarette. Proprio a loro vogliamo rivolgerci perché sono le persone più esposte al rischio d’insorgenza di un tumore polmonare“.

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Malattie
(foto dal web)