Scomparsa Samira: trovato l’oggetto che proverebbe il delitto

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Gli inquirenti che indagano sulla scomparsa di Samira El Attar, come riporta Il Gazzettino, sarebbero in possesso dell’oggetto che proverebbe il delitto.

Samira El Attar
Samira El Attar (foto dal web)

Nuova svolta nel caso legato alla scomparsa di Samira El Attar, la madre di 43 anni sparita nel nulla la mattina del 21 ottobre scorso a Stanghella, in provincia di Padova. Secondo quanto riporta la redazione de Il Gazzettino, pare che gli inquirenti che stanno coordinando le indagini e che nei giorni scorsi hanno iscritto il marito della donna, Mohamed Barbri, nel registro degli indagati per omicidio e occultamento di cadavere, abbiano in mano l’oggetto che proverebbe il delitto ritrovato nell’abitazione della coppia.

Scomparsa Samira El Attar: chiesto dagli inquirenti esame del Dna della donna e del marito

Nei giorni scorsi i magistrati della Procura della Repubblica di Rovigo, che si stanno occupando del caso legato alla scomparsa di Samira El Attar, hanno iscritto il marito della donna registro degli indagati per omicidio e occultamento di cadavere. Gli inquirenti, che avevano aperto un fascicolo per sequestro di persona, aggiornando adesso il capo di imputazione, sarebbero in possesso, come riportato dalla redazione de Il Gazzettino, dell’oggetto che proverebbe il delitto ritrovato nell’abitazione della coppia. Della donna, madre di una figlia di 4 anni, si sono perse le tracce lo scorso 21 ottobre dopo aver accompagnato la figlioletta all’asilo ed aver fatto visita ad una vicina. Il marito di Samira, come riporta Il Gazzettino, ha dichiarato agli inquirenti che la moglie aveva un appuntamento di lavoro, circostanza che non avrebbe trovato riscontri. Babri aveva raccontato, inoltre, di aver denunciato la scomparsa di Samira solo la mattina del 22 ottobre poiché la sera prima quando si era recato dai carabinieri la caserma era chiusa. Ai carabinieri l’uomo aveva fatto anche ritrovare degli oggetti, uno stivaletto ed un portachiavi appartenenti alla coniuge, circostanza che secondo gli inquirenti sarebbe stata un tentativo di depistaggio. Gli inquirenti, come riporta Il Gazzettino, non credono a Babri ed hanno ordinato un esame del Dna di Samira e del marito rimanendo in attesa di nuove indagini del Ris. Il movente del presunto omicidio, secondo la Procura, come riferisce Il Gazzettino, sarebbe la gelosia dell’uomo, ma il fatto che quest’ultimo, nonostante le accuse formulate nei suoi confronti, rimanga a piede libero dimostra che non vi siano “gravi indizi di colpevolezza” necessari per disporre una misura cautelare. La vicenda rimane, dunque, avvolta nel mistero con numerosi punti e supposizioni da chiarire soprattutto dopo gli ultimi sviluppi.

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Carabinieri
(foto dal web)