Il Presidente della Federazione Jean Todt ha chiarito che la F1 difficilmente si convertirà ad una motorizzazione totalmente elettrica.

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E’ forse il timore più grande degli amanti dell’automobilismo quello che anche il Circus decida di mettere il muto ad un propulsore che già dal 2014 non è più vibrante ed esaltante nel rumore come un tempo.

Per questo il capo della FIA Todt ci ha tenuto a precisare che molto difficilmente le monoposto della massima serie diventeranno “verdi” al 100%.

“Al momento la F1 è immaginabile soltanto in versione ibrida. Come sarebbe possibile sostituirla con una Formula E e permetterle di raggiungere i 300 km/h?”, la domanda retorica del transalpino riportata da Motorsport.com. “Ad oggi non esiste una macchina da corsa elettrica in grado di toccare simili velocità. Ci vorranno decenni prima che ciò accada. Se mai succederà. Il prossimo passo della massima categoria è rendere i carburanti più tecnologici“, ha evidenziato un obiettivo fattibile.

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Altrettanto convinto che non si vedranno facilmente in azione delle vetture “full electric” nel Grande Circo, il CEO di Liberty Media Chase Carey, il quale, anzi, ha messo in luce come la disciplina sportiva potrebbe rivelarsi benefica per il mercato dell’auto in termini di maggior appeal di un tipo di propulsione diverso rispetto al diesel e la anziana, attualmente ancora preferiti dagli utenti anche per ragioni di costi.

L’elettricità è certo una soluzione, ma presenta ancora dei problemi di vario genere“, ha commentato l’imprenditore americano sottolineando il forte legame tra quanto si sviluppa in circuito e la produzione stradale. “Penso dunque che il motore ibrido possa effettivamente rappresentare il metodo più pratico e fattibile per fronteggiare l’oltre un miliardo di auto a combustione“.

In apparenza secondario, il tema della power unit è stato motivo di scontro e dibattito nelle ultime stagioni. Tanti piloti, compreso il quattro volte iridato Sebastian Vettel hanno infatti espresso la volontà di tornare ai vecchi V10 o V12.

La Red Bull davanti alla Mercedes nel Gran Premio del Brasile 2019 di F1 a San Paolo (Foto Charles Coates/Getty Images/Red Bull)
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Chiara Rainis