MotoGP, Brivio: “Team satellite Suzuki? Utile, ma non essenziale”

Davide Brivio, team manager Suzuki, parla della possibilità di dotarsi di una squadra satellite in MotoGP in futuro. Una cosa importante, ma non decisiva.

Davide Brivio Massimo Rivola MotoGP
Davide Brivio e Massimo Rivola (©Getty Images)

Grande crescita della Suzuki nel campionato MotoGP 2019 con due vittorie per Alex Rins, che ha battuto Valentino Rossi ad Austin e Marc Marquez a Silverstone. Per il 2020 l’obiettivo sarà quello di migliorare ulteriormente, risultando più costanti in zona podio.

Difficile dire se la casa di Hamamatsu potrà giocarsi il titolo. Ciò dipenderà da molti fattori. Con un Marquez come quello visto negli ultimi anni, serve un’impresa titanica per vincere il Mondiale. In Suzuki si sta lavorando intensamente per fare i progressi necessari. E nella prossima stagione potrebbe esserci pure Joan Mir, quest’anno esordiente in MotoGP, ad affacciarsi nelle posizioni che contano maggiormente.

MotoGP, Brivio e il team satellite Suzuki

Suzuki e Aprilia sono le uniche nella griglia MotoGP a non disporre di alcun team satellite. Forse in futuro la situazione potrebbe cambiare, ma intanto entrambe si affidano solamente sulla squadra ufficiale.

Davide Brivio, team manager Suzuki, ha avuto modo di rispondere sull’argomento: «Ogni anno si parla di questo tema. Pensiamo che sarebbe di aiuto avere una struttura satellite – riporta Speedweek – perché permetterebbe di raccogliere maggiori dati. Con due sole moto è più complicato lo sviluppo e anche la risoluzione dei problemi. Sfortunatamente non ne disponiamo. Tuttavia, questa situazione permette alla fabbrica di concentrarsi completamente sulla squadra ufficiale, senza distrazioni. Seppur rimanga il fatto di avere meno informazioni».

Brivio riconosce l’importanza di avere un altro box con il quale confrontarsi, ma allo stesso tempo ritiene che si possa vincere lo stesso: «Un team satellite sarebbe di aiuto, però non è essenziale. Dobbiamo pensare anche a migliorare la moto, possiamo fare bene pure con due soli piloti». Vedremo come si muoverà la casa di Hamamatsu durante il 2020.

Alex Rins MotoGP
Alex Rins (Getty Images)