Fenomeno Sardine, l’appello da brividi di un cittadino

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Il fenomeno delle Sardine si diffonde sempre di più in Italia. Tutto è partito dalle piazze. Un cittadino testimonia la sua esperienza al seguito

Il fenomeno delle Sardine si estende a macchia d’olio. La curiosità spinge a farsi un giro in piazza per ascoltarli e i contenuti, uniti all’atmosfera, fanno scattare la scintilla. Ecco la testimonianza di un cittadino in una lunga lettera:

“L’ho fatto nella mia città, Sassari. L’ho fatto con la mia famiglia: la mia compagna e mia figlia di sei anni. La piccola ha pure disegnato un cartello che poi ha sventolato in piazza, insieme a quello di molti altri adulti e bambini come lei. Ecco, in mezzo a tutta quella gente, ascoltando i brevi discorsi degli organizzatori; sentendo citare da loro articoli della Costituzione che parlano di uguaglianza e di libertà di pensiero; cantando tutti insieme “Bella ciao“, ho percepito, chiaro e preciso, ciò che fino a quel momento avevo solo intuito, ma che non avevo ancora sentito scorrere sulla mia pelle, quella pelle che in quella piazza, in molte occasioni, è diventata pelle d’oca. E quella sensazione l’ho sentita ancora più forte e chiara quando, da un balcone di un B&B affacciato sulla piazza e affittato per l’occasione, alcuni esponenti di Casapound hanno srotolato uno striscione che recitava più o meno così: “Sardi sì, Sardine no”. Immediatamente io e tutti gli altri presenti nella piazza abbiamo protestato con forza contro quella provocazione, urlato contro quello striscione e i suoi autori, finché non è stato rimosso. In tutto questo non c’era politica, non c’era partito, c’era soltanto partecipazione (quella stessa che Giorgio Gaber considerava la declinazione della libertà). E c’era orgoglio, orgoglio nel chiedere una sola cosa: rappresentatività. A me non interessa se il movimento delle Sardine diventerà un partito, una lista civica in appoggio ai partiti o qualche altra cosa. A me, e credo a tutti quelli che erano con me in quella piazza di Sassari sabato 14 dicembre, interessa solo di essere stati lì e interessa (per estratto) continuare a esserci ogni giorno dell’anno, per gridare (sulle note di “Bella ciao”) che in Italia, mai come in questo momento, c’è un forte (fortissimo) desiderio di cambiamento, di partecipazione attiva, di presenza. E il movimento delle Sardine (io credo), per tutto quello che è riuscito a fare in così poco tempo, è ideale per catalizzare tutte le istanze delle quali parlavo prima. E questo, si badi bene, non contro qualcuno, no, ma per qualcosa.

Movimento delle Sardine
Sardine wikipedia commons)

Dal semplice ascolto delle Sardine all’appello

“E a coloro che non ci credono del tutto, a coloro che sono ancora incerti o che pensano che io sia soltanto un ingenuo idealista, beh, a tutti questi io dico: provate. Sì, provate a scendere in piazza anche voi con le Sardine, così, solo per partecipare per provare a percepire l’essenza, la forza propulsiva del movimento. Provate perché, credetemi, è salutare davvero. Salutare e vitale come è stato per me vedere e sentire mia figlia cantare “Bella ciao”.

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