Brad Binder racconta le sue sensazioni dopo il primo test con la Ktm ufficiale e le aspettative in vista della sua prima stagione da pilota di MotoGP

Brad Binder (Foto Philip Platzer/Red Bull)
Brad Binder (Foto Philip Platzer/Red Bull)

La stagione che verrà si preannuncia importantissima per Brad Binder. L’ex iridato di Moto3, reduce da un finale di stagione tutto in crescendo in Moto2, con tre vittorie consecutive e cinque in totale e il titolo di vicecampione del mondo, si è guadagnato la promozione in MotoGP: quello che non si aspettava era di farlo dalla porta principale, dal team ufficiale Ktm, dove è stato scaraventato dopo il divorzio da Johann Zarco.

Così il sudafricano si è ritrovato a provare per la prima volta una moto della classe regina negli ultimi test di Valencia: “La sensazione nei primi giri è stata pazzesca”, racconta in questa video intervista di fine stagione. “La potenza che hai sotto di te è incredibile, ma anche il modo in cui l’elettronica ti aiuta a renderla utilizzabile. Appena uscito dai box ho pensato che fosse allucinante, un altro mondo rispetto alla Moto2. L’aspetto principale ora è capire come andar forte, come usare quella potenza in più a mio vantaggio. Ho ancora tanto da imparare, ma ho gestito bene i quattro giorni di test, anzi, qualcuno di meno a causa del maltempo. Ora ho un’idea migliore di ciò su cui devo lavorare per progredire. Da qui in avanti devo cercare di lavorare il più sodo possibile nell’inverno in modo che, quando ripartiremo a Sepang nell’anno nuovo, tutti i pezzi del puzzle vadano al loro posto”.

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Binder tra sogni e realtà

Binder non sottovaluta l’impegno che lo attende il prossimo anno ed è intenzionato a prepararsi a dovere: “La nuova stagione sarà sicuramente dura sul mio fisico. Ho scoperto che, rispetto alla Moto2, il salto è importante in termini di durezza del lavoro in moto. Ora voglio capire qual è il mio livello e lavorare sui miei punti deboli, così quando tornerò in moto vedrò dove sono migliorato e su cosa devo ancora lavorare”.

Per lui è un sogno che si avvera: “Ho iniziato dieci anni fa nella Rookies Cup”, ricorda Brad. “Per un ragazzino che viene dal Sudafrica non c’era scelta migliore. Sono stato molto fortunato ad avere quella chance per entrare sulla scena europea, correndo nello stesso weekend del Motomondiale. Per un tredicenne che ha esperienza solo sulle minimoto sudafricane, correre nello stesso giorno di Valentino Rossi è un’emozione che non si dimentica”.

Quanto agli obiettivi, è ancora troppo presto per fissarne: “Direi che sarebbe molto ottimistico pensare di poter salire sul podio in Qatar”, conclude Binder. “Ho ancora molto da imparare e i primi due test mi hanno chiarito quanto sia grande il salto da fare. La MotoGP è diversissima da tutte le altre moto che ho guidato finora. Non ho dubbi che ci arriverò, ma quando? Non sono uno dei più veloci a imparare, ma una volta che faccio tutti i passi e trovo il ritmo, di solito sono molto costante. Voglio mantenere questo atteggiamento mentale, questa etica del lavoro e sono sicuro che raggiungerò il mio obiettivo”.

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Brad Binder (Foto Philip Platzer/Red Bull)
Brad Binder (Foto Philip Platzer/Red Bull)