Il batterio New Delhi sta facendo tremare una regione italiana. Dati allarmanti sul contagio e la percentuale di decessi

Il nuovo batterio  sta facendo preoccupare gli italiani. In particolar modo è la Toscana la Regione interessata del contagio. I decessi sono del 32% mentre le persone contagiate sono salite ad un numero importante. Sono già in 148 secondo i dati diffusi dall‘Agenzia regionale della sanità della Toscana. I dati sono diffusi ogni settimana. L’ultimo aggiornamento risale al 18 dicembre. Preoccupato il personale delle strutture sanitarie della Toscana. La situazione è allarmante anche perché i casi sono in aumento. Il superbatterio resiste ai farmaci e questo desta preoccupazione. L’Agenzia sta monitorando i dati perché la situazione va tenuta sotto controllo. Per ora soltanto la Toscana è interessata al contagio ma l’allerta è arrivata presso ogni regione della penisola. Ciò perché il batterio si può diffondere in maniera abbastanza semplice.

Batterio New Delhi, allarme in Toscana
Allarme sanitario in Toscana

Cos’è il batterio New Delhi e come si contagia

Il batterio appartiene al ceppo della Klebsiella, un batterio molto resistente ai farmaci. Quest’ultimo ha provocato in Italia già dei decessi e per questo motivo l’attenzione sul nuovo caso è alta in Italia, specie in Toscana. Per quanto riguarda il contagio, esso avviene in maniera abbastanza semplice. Si diffonde attraverso gli strumenti infetti o le feci di pazienti già colpiti. Ciò può avvenire attraverso il personale sanitario, in particolar modo medici e infermieri che maneggiano gli strumenti in grado di poter contagiare altri pazienti. Le persone contagiate vanno isolate e il personale sanitario va attrezzato in modo tale da evitare la diffusione. L’allerta è massima in tutte le strutture sanitarie della regione colpita dal caso. Tuttavia, anche nelle altre regioni il livello di attenzione è superiore alla norma. Resta da capire quando si arresterà il numero dei contagiati e come far fronte alla resistenza ai farmaci da parte del batterio in maniera più efficace. Tra l’altro, fa sapere l’Agenzia regionale della sanità toscana che non tutti i decessi sono dovuti ad infezione specifica, ossia con sepsi.

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