Caso doping, scatta la difesa di Iannone: la strategia del suo avvocato

Il legale di Andrea Iannone, l’avvocato Antonio De Rensis, ha avviato la richiesta di controanalisi. Ma i tempi del procedimento sono molto lunghi

Andrea Iannone (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Andrea Iannone (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Come era facile prevedere, Andrea Iannone non ha alcuna intenzione di accettare l’etichetta di “dopato” senza lottare. Il Maniaco si sente e si proclama completamente innocente, e vuole dimostrarlo, andando fino in fondo per ottenere un verdetto che decreti la sua totale estraneità dall’assunzione di quella sostanza proibita riscontrata nell’esame delle sue urine allo scorso Gran Premio di Malesia.

-> Per restare aggiornato sulle ultime notizie di F1, MotoGP e Superbike CLICCA QUI

La difesa del pilota di Vasto è dunque stata affidata nelle mani dell’avvocato Antonio De Rensis, che si avvale della consulenza del professor Alberto Salomone, dell’università di Torino. E la prima mossa del legale, non appena ricevuta la notifica ufficiale della sospensione provvisoria dalle gare, è stata quella di richiedere le controanalisi su un secondo campione, presso lo stesso laboratorio di Dresda, in Germania, che aveva esaminato il primo.

“La richiesta delle controanalisi è stata effettuata”, ha confermato De Rensis ai microfoni della Gazzetta dello Sport. “Solo allora sapremo il dato certo delle sostanze e il quantitativo rilevato, fondamentale per tutta la dinamica. Fino a quel momento servono prudenza e cautela”. Non è stata invece richiesta, come era diritto del centauro abruzzese, la revoca della sospensione: probabilmente si è ritenuto che fosse inutile, in un periodo in cui non sono in programma né test né corse, e che fosse meglio tenersi in serbo questa carta per un secondo momento.

Leggi anche —> Iannone rischia grosso: cosa gli potrebbe succedere per il presunto doping

Iannone in corsa contro il tempo

Il problema è che i tempi non giocano a favore di Iannone. Lo stesso avvocato ha chiarito che i risultati delle controanalisi non dovrebbero presumibilmente arrivare prima del “7 gennaio”, ovvero soltanto un mese prima dell’inizio dei test pre-campionato. Se quelle analisi dessero esito negativo, il caso sarebbe immediatamente chiuso; ma se invece confermassero la presenza di steroidi anabolizzanti androgeni, allora il passo successivo sarebbe quello di fare ricorso alla Corte disciplinare internazionale, che però dovrebbe fissare un’udienza e poi avrebbe ulteriori 45 giorni per esprimere il suo verdetto. A quel punto, nel caso fosse sfavorevole, si potrebbe ulteriormente ricorrere al Tribunale arbitrale dello sport di Losanna.

Insomma, è molto improbabile che il procedimento si concluda in tempo utile per permettere ad Andrea di partecipare alle prove invernali (considerato che la Aprilia ha in programma un ulteriore shakedown anticipato dal 2 al 4 febbraio). Il rischio che l’italiano non possa scendere in pista in tempo per svezzare e sviluppare la nuova RS-GP 2020 è concreto. E per una squadra in grande crescita come quella di Noale, e per un pilota affamato di riscatto come lui, sarebbe una brutta battuta d’arresto.

Leggi anche —> Sospetto doping, spunta un’ipotesi alternativa che scagionerebbe Iannone

Andrea Iannone in sella alla Aprilia (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Andrea Iannone in sella alla Aprilia (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)